Pensate al viaggio della vita, quello che volete fare da tanto: Caponord? O le nuove e ambite rotte balcaniche? Anche restando in Africa sappiamo bene che di notte fa molto freddo. Cosa serve per partire sereni oltre ad una moto affidabile? La risposta è l’abbigliamento adatto! 
Affrontando un viaggio, sia che porti a variare l’altitudine o la latitudine in maniera significativa, serve un capo multistrato coibente ed impermeabile. Deve cioè essere in grado di proteggere dal freddo e dalla pioggia e consentire all’occorrenza di affrontare il caldo. Per non partire con più capi, è necessario trovarne uno che sia il più modulare possibile. Oggi vengono commercializzati completi giacca e pantaloni da turismo multistrato perfettamente adatti a queste esigenze. Si dividono in due macrogruppi: quelli a 2 e quelli a 3 strati. 

DUE STRATI - I primi hanno la membrana impermeabile laminata internamente al tessuto esterno. Significa che la parte antipioggia è inscindibile dallo strato esterno. Viene poi abbinato un giacchetto termico interno da usare al bisogno, estraibile. Il vantaggio sta nel peso e nella facilità con cui si indossano, ma se fa molto caldo, anche aprendo le cerniere di cui di norma sono dotati, è probabile che si avrà comunque caldo. Diciamo che sono più adatti ai climi rigidi e comunque non alle estati Italiane. Per questo personalmente preferisco i 3 strati:  imbottitura termica e membrana sono impiegabili alternativamente all’interno della giacca o dei pantaloni permettendo di adattarsi ad ogni condizione. Alcune aziende consentono l’uso dello strato impermeabile anche all’esterno evitando l’inzuppamento della giacca. 

TRE STRATI - I 3 strati in genere sono più pesanti ed ingombranti, ma consentono di gestire più condizioni. Da notare che la tendenza ultimamente, sia per le membrane che per i piumini imbottiti è quella di realizzarli come capi “casual” da impiegare una volta giunti a destinazione. Si risparmia sul bagaglio e ci si ritrova con un bel giacchetto pulito da indossare per il passeggio. Nella giacca di norma sono ricavate molte tasche, tra cui una più capiente posteriore in cui è possibile riporre almeno una delle imbottiture inutilizzate. Si perde un po’ in estetica con buffe gobbe, ma si guadagna in funzionalità, salvo non si possa riporre il tutto nei bauli di una maxienduro o una tourer. 

PRESE D’ARIA - E se fa molto caldo? I moderni completi, dispongono di numerose prese di aerazione su maniche, busto e spalle e di “estrattori” posteriori su schiena. E’ sufficiente aprire le cerniere per creare un flusso d’aria che permette di abbassare la temperatura corporea. In molti casi, oltre che di queste zip, sono dotate di pannelli più o meno ampi, che possono essere parzializzati, aperti completamente e al limite rimossi, che lasciano aperte ampie zone di tessuto traforato. E’ lo stesso impiegato per i giubbetti estivi, e permette di avere una ampio passaggio d’aria. Come se non bastasse non è raro trovare gli alloggiamenti per le “camel bag”, le sacche da riempire d’acqua da cui è possibile bere continuamente tramite una cannuccia in gomma. A chi pensa si tratti di una trovata coreografica, ricordiamo ancora una volta che sia sulle piste desertiche che sulle nostre strade, la disidratazione porta, in maniera subdola, alla perdita di attenzione e quindi al rischio di incidente. 

PRO E CONTRO - Il difetto? L’unico punto dolente sta nel prezzo. La complessità della loro realizzazione, oltre che lo studio che ne sta alla base si traduce in un alto costo per l’utente. Su IN MOTO N12 ne avevamo proposto una rassegna che mostrava come i prezzi medi per questi prodotti si aggirino intorno agli 800/1000€ ,con eccezioni in alto che portano l’esborso a 2000€ ma anche verso il basso che consentono di portarsi a casa il completo con meno di 500€. Affrontando una spesa simile va comunque considerato che si tratta di capi realmente 4 stagioni potendo essere impiegati 365 giorni l’anno, senza doverne acquistare altri.