Stiamo parlando di quell’estremo angolo in quota ad ovest dei confini nazionali, pezzetto di “paradiso” a cavallo tra Piemonte e Francia. Più esattamente, tra la provincia di Cuneo e la regione transalpina della Provence-Alpes-Cote_d’Azur. Qui, con la fine d’ottobre, i giochi si chiudono e molti di quegli spettacolari valichi torneranno transitabili, ma con calma, soltanto all’arrivo della prossima bella stagione. Animo dunque, meglio approfittare di quest’ultimo appello prima di mettere a letargo la propria moto.

BASE DI PARTENZA È CUNEO, equidistante a raggiera dalle quattro mete segnalate, fonte di percorsi “a margherita” variamente interpretabili. In città non si manchino i portici medievali del centro storico, il Duomo, i Musei Civici, la grandiosa Piazza Tancredi Galiberti con, in lontananza, la corona delle Alpi. E, ovviamente, i golosissimi cioccolatini tipici “cuneesi al rum”. Da qui Imbocchiamo la strada che conduce alla vicina Caraglio, col suo importante Filatoio storico, uno dei più antichi d’Europa, con all’interno il Museo della Seta. Quindi sulla SP23 si percorre tutta la Valle Grana, passando Castelmagno col suo scenografico Santuario.

ADESSO VIENE IL BELLO: Esischie, Vallone d’Elva e colle Sampeyre (SP335): 60 km da brividi! La carreggiata si fa stretta e stringe sempre più, aggrappata a costoni a strapiombo, tra gallerie nella roccia viva in un sù e giù da cuori forti. Raggiunta Val Varaita, la SP105 guadagna sulla sinistra il pittoresco borgo di Casteldelfino, poi il lago di Castello e infine Pontechianale, base del celebre motoraduno invernale “Agnellotreffen”. Da qui, infatti, la strada impenna fino ai 2.748 mt. del Col dell’Agnello, terzo colle d’Europa per altezza, tra scenari sontuosi sul Monviso e tornanti tecnici con pendenze del 18%.

IN FRANCIA, si può continuare guidando di gusto tutto il circuito alpino del Queyras (D902), via Château-Ville-Vieille e Vars (90 km), per riguadagnare l’Italia attraverso il veloce e gratificante Colle della Maddalena (1.996 mt. slm), adorno dei cippi a Fausto Coppi e Tazio Nuvolari. Poi, seguendo il fiume Stura, si rientra appagati a Cuneo.

ALTRO GIRO, ALTRA CORSA: dalla Valle Stura, lato Parco Naturale Alpi Marittime (www.parcoalpimarittime.it), facciamo perno su Vinadio. Qui si visita il Forte Albertino, fra gli esempi di architettura militare più significativi dell'intero arco alpino. Vinadio è anche celebre per le terme e le Acque minerali di Sant’Anna. Proprio dal bivio della Fonte Spa, si stacca la SP255 che in 15 km conduce al Santuario di Sant’Anna, il più alto d’Europa. Con altro breve sforzo ecco i panorami in quota del Colle della Lombarda. Magici.

OPTANDO ORA PER LA “MARGHERITA” IN TERRITORIO FRANCESE, la traccia è: Isola, San Martino Lantosca, Sospello e Tenda. 150 km guidatissimi. Tornando invece alla Val Stura, da Festiona di Demonte si prende il misto molto stretto per Madonna del Colletto e Valdieri, si segue un tratto della Val Gesso (SP22). Quindi, a destra per la SS20, ascesa della Val Vermenagna, passando Vernante, dalle case curiosamente illustrate a scene tratte dal Pinocchio di Collodi, e Limone Piemonte. Poco oltre, il traforo per la Francia sotto il Col di Tenda. Prima dell’imbocco, da Panice Soprana, merita salire gli storici tornantini mozzafiato fino allo Chalèt la Marmotte, sulla celebre Via del Sale, coi ruderi di tanti forti militari in quota.