Castelcovati, Creazzo e Fara Filiorum Petri: le vacanze natalizie sono appena terminate e nei borghi italiani già ripartono gli appuntamenti con il gusto e con le antiche tradizioni.

Il viaggio settimanale prende il via da un grazioso paese in provincia di Brescia famoso per le caratteristiche cascine, per la torre campanaria, per la chiesa parrocchiale e per quelle dedicate a Sant’Alberto e a San Marino. Da sempre a Castelcovati, nel giorno del patrono San Antonio Abate, le famiglie si riuniscono intorno alla tavola per gustare “canunsei”: si tratta di particolari ravioli che vengono preparati in casa il giorno precedente, rigorosamente con pasta fatta a mano. Dal 10 al 21 gennaio il borgo lombardo aprirà le sue porte per “I canusei de Sant’Antone”, un’occasione per assaggiare la variante locale dei più noti casoncelli. Come spesso accade nelle ricette tipiche della tradizione contadina, anche in questo caso le massaie del posto fecero di necessità virtù, utilizzando nella preparazione del ripieno tutto ciò che potessero avere in casa per evitare di gettarlo: scarti del manzo e del maiale, spezie, pane, parmigiano o grana padano, residui di stufato o spiedo, prezzemolo e sale.

Spostandosi verso est fino al Veneto, dal 12 al 21 gennaio Creazzo celebrerà un prodotto del quale si innamorò meno che Goethe, durante la tappa vicentina del suo viaggio nel Belpaese: il broccolo fiolaro. Una materia prima a denominazione di origine comunale che si presta in cucina ai più svariati accoppiamenti e che, da quando è stato riscoperto una decina di anni fa, ha permesso di recuperare zone collinari incolte o abbandonate; per due fine settimana consecutivi saranno proposte negli stand gastronomici tante irresistibili ricette per gustare tutti i caratteristici sapori del posto, con un divertente contorno fatto di musical, cabaret, artisti di strada e spettacoli di beneficenza. Per chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti, tutte le dolci colline che circondano Creazzo sono disseminate di splendide ville antiche come la settecentesca Villa Fadinelli-Suppiej, Villa Legrenzi (detta anche Villa del Sole) e Villa Scola-Camerini, detta il Castello, risalente al XV Secolo.

La settimana successiva si aprirà invece all’insegna di un’antichissima tradizione a Fara Filiorum Petri, grazioso borgo in provincia di Chieti dove meritano una visita l’antica porta di accesso al paese, i cunicoli militari, la Chiesa Parrocchiale di San Salvatore, il Monastero di Sant’Eufemia e la Chiesa di Sant’Antonio Abate. La leggenda narra che la festa delle Farchie sia stata originata proprio da un miracolo del Santo, che apparì ai francesi nel 1799 nelle vesti di un generale evitando che invadessero il paese di Fara. Il 16 gennaio questi caratteristici fasci cilindrici di canne, legati con rami di salice rosso, saranno portati in processione dalle contrade sino al Largo antistante la chiesa intitolata al Santo, per essere innalzati e incendiati: il fuoco purificatore allontanerà in questo modo il male, preparando l’ascesa del sole necessaria per nuovi e abbondanti raccolti.

A cura di www.fuoriporta.org