Tantissime le insidie che hanno messo a dura prova moto e piloti nell’ultima parte della Gibraltar Race 2017. La classifica che, lo ricordiamo, si delinea in base al numero di penalità che ciascun concorrente accumula nei giorni di gara che possono essere date da ritardi, mancato rispetto dei tempi e salto dei way point obbligatori, oltre che da errori di navigazione, è stata stilata in base ai risultati delle ultime prove. Che, sono state caratterizzate dal passaggio sui Pirenei tra Francia e Spagna e poi dagli spettacolari scenari del deserto del Monegros in Spagna che hanno stregato, con i loro paesaggi mozzafiato i concorrenti e chi, come noi, seguiva la gara attraverso i social, massicciamente impiegati dalla organizzazione per tenere aggiornati appassionati e familiari.
Alla fine è stato l’inglese Mark Kinnard (KTM 690) ad aggiudicarsi il primo posto nella classifica assoluta, dopo aver a lungo lottato con il vincitore della passata edizione, Helly Frauwallne (Yamaha WR 450), giunto secondo. Sul terzo gradino del podio è salito l’olandese Jan Van Der Shuur (su BMW X-Challenge 650). Quarto, e migliore degli italiani, Ivan Petruzzelli su Yamaha XT-Z 660 Ténéré.

Questi i risultati per categoria:

Classe 1 (moto superiori ai 700 cc)

La classe regina ha visto primeggiare Alistair Allan che con la sua BMW F 800 GS si è imposto sull’olandese Ben Verwoerdt (su BMW R1200 GS) che, curiosità, non ha mai staccato le valigie d’alluminio dalla sua moto, mentre sul terzo gradino è salito Giacomo Trisconi di Omegna, con la sua “storica” Honda Africa Twin XLV 750 totalmente personalizzata, a dimostrare quanto ancora questa “nonnetta” possa dire la sua.

Classe 2 (moto da 451 a 700 cc)

Il vincitore della assoluta si è aggiudicato la prima piazza anche nella classifica delle “medie”, imponendosi di nuovo sullo stesso Jan Van Der Shuur e Petruzzelli.

Classe 3 (moto fino a 450 cc)

Tra le “piccole” ha dominato il secondo classificato nella classifica assoluta, Helly Frauwallner, che ha preceduto lo svizzero Dominique Durussel sulla moto più anziana del lotto, una Honda XR400, e Renato Zocchi con la più piccola moto in gara, la Honda CRF250 Rally.

AIOSSA, OTTIMA TOP TEN - Come sempre diamo conto anche del nostro Gianclaudio Aiossa, che ha ottenuto un ottimo 8° posto nella classe 1 a cui era ammesso con la sua CRF1000 L Africa Twin, messagli a disposizione da Honda Italia, a dimostrare quanta fiducia nel centauro reggino la stessa casa madre riponga. Gianclaudio ha collezionato anche un confortante 19°posto nella classifica assoluta e la terza piazza nel trofeo istituito da Anlas il costruttore di pneumatici che era tra i main sponsor della manifestazione. Raggiunto da noi telefonicamente, Gianclaudio è parso soddisfatto della sua performance, e ci ha confessato di essersi divertito perché grazie alla esperienza maturata nella passata edizione, ha potuto concentrarsi sulla guida apprezzando gli splendidi percorsi scelti dagli organizzatori.
Tra le particolarità segnaliamo che ha perso circa 4 Kg di peso nei 15 giorni che lo hanno visto impegnato nella competizione, che, soprattutto in Spagna e Portogallo, ci ha detto essere stati particolarmente impegnativi a causa del caldo intensissimo.

Così come l’anno scorso, una volta giunto a Gibilterra, Aiossa ha girato la sua Africa Twin e puntato verso casa; va detto che allo stesso modo, era giunto alla partenza su Mar Nero, cioè a bordo della stessa moto usata in gara, cosa che solo un bicilindrico consente di fare, soprattutto se condotto da un “long rider” come Gianclaudio, che, lo ricordiamo nel 2012 arrivò a Caponord in 56 ore, partendo dalla sua città: Reggio Calabria.
Infine, è curioso come, nonostante in una delle prime tappa fosse rimasto attardato per aiutare un compagno che aveva forato 4 volte in un giorno, Gianclaudio, negli 8.000 km di gara non ha mai forato, nè ha avuto alcun problema alla moto, a testimonianza di quanto la maxienduro Honda sia affidabile.

(foto di Alessio Corradini)