In moto si può viaggiare tutto l’anno, ma bisogna anche saper scegliere la destinazione. Andare troppo a nord non è una buona idea, soprattutto se nevica     Ho un amico a cui piace andare in giro con le moto d’epoca, e qualche mese fa mi chiede se è una buona idea andare in Scozia. Sì, rispondo, ma non d’inverno: in estate piove 9 giorni su 10, figuriamoci quando c’è la stagione peggiore... Ma alla fine ho detto di sì: la Scozia è sempre bella e mistica. Poi con l’avvicinarsi della data della partenza crescevano i miei dubbi: abito ad est del Mare del Nord ed eravamo da tanti giorni sotto zero. Mentre vado al porto per partire inizia a nevicare. Inizio a pensare “ma chi me l’ha fatto fare”? Gli altri sono già a pranzo, zuppa di piselli e pane duro con speck, le loro moto invece sono una BSA B33 del 1955 con sidecar, una Velocette Mac 350 del 1954, una BSA A15 del 1970 e tre Moto Morini 3½ di varie annate. Il passaggio dall’Olanda verso Newcastle dura una notte intera, sulla nave ci sono ristoranti, bar e un casinò, e diversi artisti intrattengono il pubblico, ma questa notte il mare non è calmo. Ci sono onde di 10 metri che fanno ballare la nave su e giù, e anche se vengo da un paese di navigatori e con tanta acqua, mi piace di più stare sulla terra ferma... Comunque, la mattina dopo la nave è piena di gente con i visi di tutti i colori. È cominciata l’avventura! All’arrivo il clima è bellissimo, si sente quasi l’aria della primavera, ma dopo la prima curva la strada si rivela coperta da uno spesso strato di neve, ghiaccio e sale. Impieghiamo 3 ore per fare 30 km. In Inghilterra c’è la possibilità da affittare vecchie case, castelli e ville dal “Landmark Trust”. Hanno anche ville in Italia, vicino Vicenza e a Roma. Una bella esperienza per i romantici. Il nostro capolinea è Gargunnock House, in un sito bellissimo tra Glasgow e Edinburgh, che è una villa costruita nel 1794 dove, secondo la leggenda, Chopin ha suonato il pianoforte che si trova all’interno. Dopo un viaggio così lento sulle autostrade scozzesi, che sono anche solo a due corsie, non resta molto tempo della prima giornata, e sono felice di avere i manicotti sul manubrio e dell’ottimo abbigliamento invernale. via3 via4 Il giorno dopo sembra primavera: che bello svegliarsi così! Ottima giornata per fare un giro nei dintorni. Siamo andati a Stirling, che ha un grande castello dal quale si gode una bella vista. Ma è importante anche il fatto che c’è un buon ristorante per la cena. Per fortuna la cucina inglese in questi ultimi anni è molto migliorata, anche se fa ancora strano vedere nello stesso piatto patatine e pizza o pasta. Nella notte cambia il tempo, nevica tantissimo, e durante la colazione (inglese, con speck, uova, salsicce...) sentiamo alla radio che è impossibile andare verso nord. Le strade sono chiuse e addirittura cadono i pali telefonici a causa della neve. E noi, cosa facciamo? Non ci resta che girare a piedi lì intorno, e anche così non è semplice. Le pecore sono colorate dai proprietari per distinguerle tra loro e in mezzo alla neve, e questo rallegra un po’ il panorama, insieme a una cascata tutta ghiacciata: è l’inverno più freddo dal 1962! Nella nostra dimora si può leggere (c’è una grande biblioteca) o giocare a ping pong. Ma non ci sono le palline. Allora uno di noi decide di andare in paese per comprarle, ma dopo 50 metri è evidente che in moto è impossibile. E poi immaginate la faccia della negoziante: all’improvviso arriva un olandese nella tormenta in sella a una moto d’epoca solo per comprare palline da ping pong! E magari non ha quelle bianche... sarà per la prossima volta, ciao! La nostra prenotazione per la villa era di quattro giorni, che sono giunti al termine, quindi dobbiamo sloggiare. Ma troviamo un’altra sistemazione, più a sud e vicino al mare, che vuol dire un clima migliore. L’altro castello si chiama “Castle of Park”, ma per arrivarci abbiamo un paio di problemi. Il primo è mettere in moto tutte le nostre cavalcature che non sopportano questi climi freddi e umidi. Poi le strade viscide per il ghiaccio e la neve. Insomma, dobbiamo guidare con molta attenzione. Il terzo problema arriva dalla mia Morini Tremmezzo: dopo un po’ di chilometri un cilindro non va più. Sotto la tettoia di un distributore sostituisco un condensatore: la moto sembra rinascere. al tramonto inizia a nevicare così forte che continuare è da irresponsabili. Troviamo un albergo sulla nostra strada, il nome del proprietario è italiano e sul menu ci sono tante cose buone. Per cena scelgo la specialità della casa: pizza con haggis. Haggis è la specialità tradizionale scozzese, le interiora della pecora stufate con erbe. Un piatto molto buono e piccante. E per tradizione si accompagna con un whisky di puro malto. La mattina tutto è bianco di neve. Su strada ci sono già le tracce delle auto e questo ci permette di continuare il viaggio verso sud. Ben presto la temperatura sale, non c’è più neve e finalmente è possibile guidare le Morini liberamente! L’altro castello si trova nella zona di Dumfries, vicino a Glenluce. Non molte le colline, ma le rocce sul mare irlandese sono ruvide e frastagliate. E pittoresche cittadine, in particolare Port Patrick da dove si vede l’Irlanda, costituiscono un panorama affascinante. Il castello all’esterno non è bello come la villa di Gargunnock, ma dentro è un altra cosa. Vicino al castello ci sono i resti di un monastero costruito nel 1190 e distrutto sotto il regno di Enrico VIII. Poi, nel 1590 Castle of Park è stato realizzato proprio usando i sassi del monastero. Nel castello c’è anche un altro ospite, Eric, il pipistrello che dorme dietro a un quadro. Forse è una delle reincarnazioni di Thomas Hay, fondatore del Castle of Park. Qualcuno ci racconta che nelle vicinanze c’è una Morini demolita presso un meccanico, e decidiamo di andare a vederla. Magari è una bella Sport della prima serie. Ma all’arrivo lo spettacolo è terribile, non adatto ai minori o ad appassionati adulti come noi. La moto è incidentata e per tanto tempo è stata lasciata all’aperto: potete immaginare che lavoro ha fatto il clima scozzese... Il resto del viaggio si dipana in un ambiente incredibilmente calmo, e al Vallo di Adriano, il muro costruito dall’imperatore romano per stabilizzare il confine con le Highland, le temperature sono prossime ai 10 gradi. C’è quasi da rimpiangere le avventure nella neve, anche sulla nave nel ritorno con un mare comlpetamente piatto. Prima o poi arriva la primavera! via2