Sugli storici passi sterrati intorno a Bardonecchia ci siamo goduti un giorno di off-road in sella alla nuova 1090 R, equipaggiata con i tasselli dei Continental TKC 80 forniti di serie. 

COSA CAMBIA - Le differenze rispetto alla versione base della 1090 sono poche, ma molto significative: in primis le ruote a raggi con sistema tubeless e misure da vera enduro 90/90-21”, 150/70-18”, poi la forcella WP da 48 mm Ø totalmente regolabile anche nel precarico, come pure il monoammortizzatore. L’escursione anteriore e posteriore è di 220 mm, una misura intermedia scelta come miglior compromesso per una moto “dual”. Il cupolino basso permette una miglior visuale in fuoristrada, ma protegge meno durante i trasferimenti. È regolabile in altezza su un range di 25 mm ed è comunque sostituibile con quello più protettivo della versione base. Tipiche delle versioni R sono le vistose barre paramotore colorate in arancione, così come tutti i tubi del telaio. 

ELETTRONICA SEMPLIFICATA - Il motore condivide il basamento con la 1290, ma con cilindrata ridotta a 1050 cm3 e potenza di 125 CV. Rispetto alla sorella maggiore anche l’elettronica è semplificata: priva di piattaforma inerziale comprende ABS Bosh 9M e controllo trazione a 4 livelli, entrambi hanno modalità off-road e sono disinseribili. pratici nella guida su strada anche il sistema automatico di luce diurna e reset automatico indicatori direzione.La strumentazione è quella della 1190, con pannello LCD e videata dati programmabile.

UN CERTO RISPETTO - La sella monopezzo favorisce al massimo gli spostamenti durante la guida, mentre gli 890 mm di altezza da terra richiedono un po’ di esperienza per trovare buon appoggio coi piedi nelle manovre da fermo, specialmente in fuoristrada. Anche se più facile da gestire grazie alla minor potena, la 1090 R impone comunque un certo rispetto già da ferma sul cavalletto. I 217 kg dichiarati a secco sono facili da gestire su strada, mentre in off-road vanno trattati col giusto metro, specialmente se si riempiono i 23 litri del serbatoio. Il propulsore ha la giusta potenza per divertirsi tanto senza mettersi troppi problemi. Pulito nel girare anche ai bassi regimi, nelle mappe più dolci è anche troppo pacato, mentre nella “sport” diventa bello frizzante. 

LA GUIDA - I percorsi sterrati dello Jafferau e del Col du Sommelier sono perfetti anche per questo tipo di moto e qui la 1090 R risulta molto divertente. Di motore ce n’è a iosa e se si vuole conservare i tasselli posteriori per più giorni bisogna non divertirsi troppo a far spazzolare il posteriore ad ogni uscita di curva. Molto positivo il feeling con l’anteriore, che nonostante il notevole peso mantiene ottima direzionalità e un ridotto effetto sottosterzante su terreno morbido. La guida in piedi è quella più efficace e si avvantaggia dei perfetti spazi lasciati alle gambe dalle forme di sella e fianchetti. Ottima anche la modulabilità del doppio disco anteriore, basta usarlo con un solo dito per avere perfetto controllo in fuoristrada. Con il giusto setting by Arnaldo Nicoli, le sospensioni fanno bene il loro dovere, con un posteriore molto sostenuto e una forcella piuttosto frenata, che copiano bene le asperità e “spianano” come per magia ogni tipo di sasso. Certo che con 220 mm di escursione non si può pretendere di fare salti o guidare troppo sportivi.