Senza alcun dubbio potrebbe fare la felicità di molti appassionati alle prime armi e anche di qualche donna appassionata dello stile custom, ma la cosa strana è che ha divertito anche tutti i tester che l’anno provata. “Simple and row” (semplice e cruda) la definiscono in Honda, in effetti le forme di questa piccola bicilindrica sono quelle di una perfetta bobber, ma nascondono doti dinamiche che non ti aspetteresti. Ad un prezzo di 6.100 € f.c. ti offre componenti estetici curati affiancati da una meccanica che guarda tanto al lato economico, ma che comunque esegue bene il proprio mestiere. Il tutto è made in Taiwan. 

COM'E' FATTA - Da subito si fa rispettare giocando il ruolo di moto più grande di quello che realmente è. Infatti anche a guardarla col pilota in sella mantiene ottime proporzioni, con la parte anteriore dominata dal “ruotone” da 130/90 e dal serbatoio che dal cannotto degrada scendendo verso la sella bassissima (690 mm dal terreno). Posteriore basso e parafango metallico in bella vista sono le ultime forme che ti restano impresse quando la vedi passare.
Il bicilindrico parallelo DOHC di 471 cm3 da 45 CV a 8.500 giri e 44,6 Nm a 6.000 giri, raffreddato a liquido è quello della CB 500 opportunamente rivisto nella geometria degli alberi a camme, nello scarico e nelle mappature per renderlo più corposo ai bassi regimi. Il cambio è a 6 marce e la trasmissione finale è a catena. Le due ruote in lega sono da 16” e i penumatici maggiorati che montano prediligono l’effetto scenico a quello dinamico. Per frenare i 190 Kg dipeso dichiarato c’è un singolo disco anteriore da 264 mm Ø con pinza a doppio pistoncino.

COME VA - Praticamente è adatta da ogni utilizzo. In quello cittadino si gestisce facile facile come fosse uno scooter e la copia del motore ai bassi regimi è in grado di dare delle soddisfazioni. La sella veramente bassa è veramente adatta a tutti e permette facili manovre anche da in sella. Fuori città il piccolo bicilindrico sfoggia pure una discreta rabbia agli alti regimi, ma quello che sorprende è l’ottima della ciclistica, in grado di sostenere degnamente anche ritmi che non la riguarderebbero. Il trucco è  anche dovuto alle pedane solo leggermente avanzate, che permettono di “guidare” anche con le gambe. Naturalmente in ingresso curva il ruotone anteriore costringe a un po’ di lavoro per non allargare la traiettoria, in compenso prima di strisciare le pedane per terra bisogna iniziare a piegare belli convinti. Quando è ora di frenare il singolo disco anteriore fa un buon lavoro, coadiuvato da un posteriore dalla risposta pronta, entrambi tenuti a bada dall’ABS in maniera eccellente. Non lo diresti mai, ma alla fine la Rebel si fa discretamente rispettare anche tra le curve, tanto da rivelarsi divertente anche per un motociclista consumato come me .