La linea heritage BMW sta riscuotendo consensi, tanto da far risultare le nineT seconde per numero di vendite dietro alle GS 1200 nella classifica 2017. Il reparto design della Casa bavarese continua a sfornare modelli su base NineT e tutti risultano decisamente azzeccati. Parte del merito è dovuto alla pietra miliare della Casa bavarese, ovvero il “vecchio” motore boxer con raffreddamento aria/olio, che oltre a sposarsi perfettamente con lo stile retrò, ha anche il carattere perfetto per questo genere di moto. Rispetto alle altre nineT, la Urban G/S ha un secondo asso nella manica dato da quel ricordo delle prime moto della Dakar, che il suo aspetto e la colorazione BMW Motorsport richiamano. È disponibile da subito ad al prezzo di 14.400 € chiavi in mano, comprensivo del primo tagliando.

COM’E’ FATTA - L’idea dalla concept “Lac Rose” presentata al raduno Weels and Waves del 2016 frutto di una trasformazione della nineT Scrambler, ed è proprio sulla Scrambler che si basa anche la Urban G/S. È bastato sollevare dalla ruota il piccolo parafango anteriore e modellare sopra al faro un cupolino a forma di tabella porta numero per dare un forte connotato da enduro a tutta la moto. Al contrario della versione base, qui i cerci a raggi sono (meno male!) di tipo tubeless, con i raggi incrociati e infulcrati sui lati del cerchio. Sul mercato italiano sono forniti di serie, mentre all’estero rimangono i cerchi in lega della Scrambler. Bella anche la sottile sella in pezoz unico e senza dislivello tra pilota e passeggero.
Il bicilindrico boxer raffreddato aria/olio di 1170 cm3 è capace di 110CV a 7.500 giri e di 116 Nm a 6.000 giri. La ciclistica è la sessa della Scrambler: ovvero un telaio in tubi con propulsore come parte stressata. La ruota anteriore da è 19”, la posteriore una 17”, con sospensioni che mimano quelle di una enduro: forcella tradizionale da 43 mm Ø e 125 mm di escursione, monoammortizzatore con escursione ruota posteriore di 140 mm. Per entrambi i settaggi idraulici sono modificati. L’elettronica prevede ABS di serie e controllo trazione su richiesta.

COME VA - Le G/S della prova erano pronte per un percorso al 50% off-road e montavano pneumatici tassellati Continental TKC80. La sella 3 cm più alta della Scrambler si sente e modifica la postura: manubrio e pedane sembrano più bassi. Questo varia la distribuzione dei pesi, incrementando quello sull’asse anteriore e migliorando l’agilità rispetto alla sorella Scrambler, ma il vero protagonista resta il boxerone ad aria, che con il suo carattere forte ma pastoso e i suoi secchi “braap” è pronto a farti godere ogni tipo di andatura tu voglia tenere. Facile da gestire la Urban G/S da ferma e in movimento, grazie al baricentro basso e al facile appoggio a terra dei piedi. Il netto pulsare del boxer al regime minimo è il preludio all’armonia di erogazione di questo motore. La frizione monodisco a secco è meno dolce nell’attacco rispetto ad una multidisco, ma il pastoso comando idraulico al manubrio e le ampie masse volaniche in gioco rendono facile ogni partenza. Bello poi snocciolare le 6 marce senza mai il bisogno di tirarle particolarmente, tanto la schiena forte e il generoso carattere di questo motore accettano di girare puliti a qualunque regime. Sano il comportamento della ciclistica in fuoristrada, a patto di restare a velocità molto basse per non mettere subito in crisi le sospensioni, mentre col tassello su strada basta un minimo di abitudine per iniziare a divertirsi gestendo il minore grip garantito dai pneumatici.