Cosa serve per godersi una giornata in pista con una moderna sportiva? Un treno di gomme buone e la benzina, basta. La nuova GSX-R è probabilmente una moto perfetta per chi cerca qualcosa con cui muoversi magari anche tutti i giorni e poi prendersi una giornata di divertimento fra i cordoli. È comoda, meno stancante delle sue concorrenti dirette, eppure assolutamente performante. Non ci dilunghiamo sulle nostre impressioni ma vogliamo riportarvi le parole di Kevin Schwantz che ha avuto modo di provarla a più riprese su diversi tracciati in giro per il mondo.

QUATTRO CHIACCHERE CON KEVIN - “Kevin durante la tua carriera hai avuto modo di provare in pratica tutte le versioni della GSX-R puoi dirci in che cosa la nuova assomiglia alle precedenti, se c’è insomma un DNA comune che tu apprezzi in particolar modo?”
“Nonostante io abbia guidato nella mia carriera prevalentemente piccole e nervose 500 a due tempi, totalmente diverse da una superbike io apprezzo tantissimo le caratteristiche di una maxi. Sono moto che vanno guidate di forza utilizzando tutto il corpo e in questo frangente Suzuki ti aiuta tanto per via della posizione di guida. Le GSX-R tradizionalmente sono abbastanza larghe fra le gambe e questo ti permette di “sentire” la moto e soprattutto di guidarla utilizzando l’interno coscia per farle cambiare direzione, in questo modo riesci ad essere veloce senza dover guidare solo di braccia, alla fine è un bel vantaggio perché ti affatichi di meno.”
“E in cosa la 2017 si differenzia dalle precedenti?”
“Non ho dubbi, anche se c’è più potenza, più elettronica e un’ottima erogazione fin dai medi regimi, il vero grande vantaggio deriva dall’enorme lavoro fatto sull’avantreno, sia a livello di telaio che di forcella: adesso si può essere molto più incisivi in fase di inserimento. Si può forzare con i freni si può piegare con più decisione senza paura che la moto “prenda sotto” (Kevin mima il classico gesto con le braccia che fanno i piloti a indicare la perdita dell’anteriore in curva), insomma è un vero anteriore da moto da corsa!”

IL GIOCO VALE LA CANDELA? - Nel nostro piccolo non possiamo che trovarci in accordo con queste considerazioni e di limitiamo ad aggiungere un ulteriore spunto di riflessione: Suzuki offre la GSX-R in due versioni, la standard e la più raffinata R, la prima a 16.590 euro, la seconda a 18.990 prezzi sempre franco concessionario. Un potenziale acquirente giustamente può chiedersi se l’ulteriore esborso di oltre duemila euro sia giustificato alla luce delle differenze fra i due modelli. Il nostro test verteva solo sulla versione R, ma abbiamo avuto modo di provarle entrambe in rapida successione e possiamo fornirvi un feedback abbastanza attendibile sulle differenze riscontrate. Esteticamente le due moto si differenziano solo per la presenza dei guidaluce a LED riservati alla “R”, le colorazioni sono la Blu GP per entrambe in alternativa una livrea nera opaca con finiture rosse per la standard e una nero lucida con finiture blu per la R, ma sono le esclusive tecniche della R che fanno la vera differenza. A livello di elettronica ci sono il launch control, facilmente inseribile dai comandi a manubrio ma soprattutto il quick shifter bi direzionale tra l’altro regolabile su due livelli di sensibilità. Si tratta di plus che in pista si impara in fretta a ad apprezzare ma che ci si ritrova ad utilizzare anche nella guida disimpegnata su strada. 

SOSPENSIONI TOP - Ma la vera grande differenza fra le due versioni risiede nelle sospensioni, con la R dotata di componenti che veramente derivano dall’esperienza di Showa nelle competizioni. L’ammortizzatore BFRC lite (Balance Free Rear Cushion lite) è un vero gioiello con ottime capacità di frenatura idraulica e una tangibile sensibilità alle regolazioni, mentre semplicemente entusiasmante è la forcella BFF (Balance Free Front) non solo per il sostegno che è in grado di regalare, ma soprattutto per il feeling capace di regalare in fase di inserimento in curva, a livelli di un vero prodotto pronto gara, non si tratta solo di taratura, ma di tutto l’assieme fatto, di risposte sempre comprensibili e di una scorrevolezza difficilmente eguagliabile. Il gioco quindi vale la candela? A nostro avviso sicuramente si!