Il sapore e il design degli anni ’70 continuano a tramandarsi da un modello all’altro, anche ora che le CB 1100 diventano due: la EX più tradizionale e paciosa, la RS più aggressiva e tecnicamente dotata. Già da ferme, o quando ti sfilano innanzi, ti ammaliano con le loro forme senza che tu ne capisca bene il motivo. Poi, una volta in sella, ti fanno entrare in quel limbo dove moto, pilota e paesaggio si fondono insieme per trasmettere il pieno gusto delle guida su sue ruote.

COME SONO FATTE - La base di entrambe è il 4 cilindri DOHC raffreddato ad aria e olio di 1.140 cm3, capace di 90 CV a 7.500 giri e 91 Nm a 5.500 giri, che resta quello della precedente versione, guadagnando la frizione antisaltellamento. Nuova invece è la forcella Showa, di tipo tradizionale, con sistema Dual Bending Valve, che garantisce maggior costanza di frenatura idraulica durante estensione e compressione. Sulla EX è una 41 mm Ø, sulla RS c’è una più corposa 43 mm Ø.
L’elettronica prevede solo l’ABS, ormai obbligatorio, e da quest’anno il sistema d’illuminazione e full-led. Quello che differisce sono invece accessori e ciclistica. La EX resta quella più simile al passato, con tante cromature in più quel tono classicheggiante che tanto potrà piacere agli amanti del vintage e agli incalliti nostalgici. Mantiene le tradizionali ruote da 18” con nuova disposizione dei 40 raggi. A garantire una buona agilità contribuisce la ridotta misura dei pneumatici (con camera) di 110/80 anteriore e 140/70 posteriore.
La RS ha un piglio decisamente più sportivo che appaga maggiormente l’occhio. Ha una forcella da 43 mm Ø con steli color oro così come gli ammortizzatori posteriori con serbatoio separato, entrambi con sola regolazione del precarico. Vistoso il forcellone in alluminio e manubrio più basso e avanzato, oltre alle ruote in lega da 17”. Anche le pinze Tokico a 4 pistoncini sono più sportive e di tipo radiale.

COME VANNO - Comoda e naturale la posizione in sella di entrambe, la sella bassa permette facile appoggio a terra e la sua superficie bella ampia regala comfort. La cilindrata non è indifferente, ma sulle due CB non bisogna cercare la prestazione del motore e neppure quella della ciclistica. Basta invece lasciarsi portare da un 4 cilindri che gira mostruosamente pulito anche ai bassi regimi e che accetta praticamente ogni marcia a prescindere dalla velocità. Le CB1100 suonano sinfonie toccando i giusti tasti di chi ama il quieto brusio dei bassi regimi, che salendo di giri diventa un urlo cattivo. Il tutto è accompagnato da una sana ciclistica capace di divertire, che si scompone solo se maltrattata. Egregia l’idraulica della nuova forcella Showa DBV, che fa gran parte delle differenza rispetto alla vecchia CB. Per essere una forcella poco esosa contiene bene i trasferimenti di carico in frenata, rispondendo sempre dolcemente. 
Sulla RS ci si trova più bassi, più protesi in avanti e si “sente” meglio la strada sotto la ruota  anteriore. Il lavoro delle sospensioni è migliore, specialmente al posteriore, per contro la maggiore sezione dei pneumatici non permette la stessa spensieratezza della EX in ingresso e percorrenza di curva. 
Se dovessimo fare una scelta tra le due dovremmo decidere su cosa ragionare: a livello estetico-emozionale opteremmo sicuramente per la RS, ma pensando alle prestazioni e alla destinazione d’uso, la EX ci pare la più equilibrata. Oltretutto costa anche meno: 13.200 euro la CB1100EX, 13.600 la RS, prezzi f.c.