BARCELLONA - 11.600 Euro sono troppi per una naked di media cilindrata? A conti fatti e per quello che è capace di fare la nuova Triumph Street Triple RS, no. Bando alle ciance: è una moto in grado di divertire in ogni circostanza, dalla strada alla pista, mettendo a proprio agio anche chi ha poca esperienza con la velocità. Sì, il tre cilindri ha una rotondità di funzionamento esemplare: ai bassi è docile e tranquillo, dai 7.000 giri/' in poi si trasforma in un motore da corsa, che ha un sound meraviglioso. 

IMPOSSIBILE NON GODERE - Grazie ai cinque riding mode e alla possibilità di intervenire sul controllo di trazione, sull'ABS e sulle risposte al comando del gas, non è certamente impossibile gestire la sua esuberanza. Impossibile è non godere una volta saliti in sella. C'è poco da fare, sulle moto il peso è tutto. In Triumph lo sanno bene e ne hanno risparmiato il più possibile; il risultato? 166 kg a secco, mica male! Di questa leggerezza ve ne accorgerete subito: bastano pochi metri a bordo per sentirsi parte della struttura: il serbatoio è piccolo, i fianchi snelli, il manubrio largo: la Street Triple RS è in grado di diventare in pochissimo tempo una sorta di naturale estensione del corpo.

CICLISTICA PRONTA A TUTTO - Poi c'è la ciclistica, altro fiore all'occhiello. La RS, che ricordiamo è la versione più ricca e sofisticata, è impreziosita da componenti di prim'ordine: forcella Showa BPF, ammortizzatore Öhlins, pinze freno Brembo M50 ad attacco radiale... Insomma, roba da ammiraglia. Per verificare come tutto funzioni a meraviglia buttatevi dentro il primo dosso: sentirete le sospensioni lavorare con una precisione quasi assoluta. La Street Triple RS non è una moto da dossi ed è proprio per questa ragione che Triumph ce l'ha fatta provare in pista.

LA PISTA È IL SUO PANE QUOTIDIANO - I cordoli sono il suo pane quotidiano, non c'è molto in più da dire; il motore spinge forte ma ciò che vi stupirà è proprio la ciclistica. La frenata è portentosa: modulabile come raramente ci è capitato di trovare e potente come quella di una race replica. La stabilità è eccellente, anche a velocità molto elevate; certo, rimanere attaccati al manubrio costa fatica ma non c'è nessuno sbacchettamento, nemmeno oltre i 235 km/h...

POCHI DIFETTI - Trovarle qualche difetto è davvero difficile: in pista, una coppia di pedane più arretrate farebbero comodo ma la soluzione scelta da Triumph è un buon compromesso fra comfort e luce a terra. Il quickshift, che funziona solo salendo di rapporto, risponde bene ma bisogna ricordarsi di far fare al selettore tutta la corsa altrimenti qualche "sfollata" è da mettere in conto. Il resto è divertimento allo stato puro e, al momento, nessuna naked di pari cilindrata (e pochissime fra le maxi) ci ha regalato sensazioni altrettanto positive.