PHILLIP ISLAND - Sulla nuova GSX-R1000R ci sono oltre 600 componenti inediti, un dato che fa capire che siamo di fronte a una rivoluzione, a una supersportiva che taglia i ponti con il passato per affrontare la concorrenza europea (e ormai anche quella giapponese) ad armi pari. A breve vi forniremo tutti i dettagli dinamici della SBK di Hamamatsu ma nel frattempo analizziamo la sua filosofia costruttiva e scopriamo i suoi segreti... 

NATA IN MOTOGP - Gli obiettivi del progetto erano molto ambiziosi. Suzuki ha voluto costruire il motore GSX-R più potente di sempre senza sacrificare il tiro ai regimi medi e bassi e abbinandolo a un’elettronica in linea con quelle della concorrenza, che fino a oggi sono state diversi passi avanti rispetto a Suzuki. Inoltre bisognava ridurre le dimensioni del quattro cilindri in linea senza perdere nulla in termini di robustezza e affidabilità. Per raggiungere il primo obiettivo del progetto (aumentare la potenza massima senza perderne ai regimi bassi e medi), nel propulsore della nuova GSX-R è stata implementata una tecnologia di derivazione MotoGP: il Broad Power System.

FASATURA VARIABILE - La combinazione della fasatura variabile (SRVVT), della distribuzione con bilancieri a dito, dello scarico Suzuki Exhaust Tuning-Alpha (SET-A) e del nuovo impianto di alimentazione con due iniettori per cilindro (S-TFI) forma il sistema BroadPower System, concepito appunto per aumentare le prestazioni agli alti regimi e la velocità massima senza penalizzare le prestazioni ai bassi e ai medi regimi. Il risultato è un maggiore allungo e un’erogazione progressiva. Inoltre, va segnalato che il nuovo propulsore è molto più compatto (22,2 millimetri più corto e 6,6 millimetri più stretto) e che le misure di alessaggio e corsa sono inedite: 76 x 55,1 millimetri, contro i 74,5 x 57,3 millimetri della precedente versione.

202 CV a 13.500 GIRI/MIN - La potenza massima è stata notevolmente incrementata e passa da 185 CV a 11.500 giri/’ a ben 202 CV a 13.200 giri/’, con possibilità di raggiungere i 14.500 giri/', regime a cui interviene il limitatore. Sostanzialmente invariato il picco di coppia, 11,98 kgm a 10.800 giri/’ invece di 11,9 kgm a 10.000 giri/’. Inedito Il sistema di gestione elettronica, comandato da una centralina a 32 bit che raccoglie le informazioni dalla piattaforma inerziale (IMU), la quale monitora il movimento e la posizione della moto in sei direzioni lungo i tre assi di beccheggio, rollio e imbardata, adeguando la risposta del motore. 

GLI AIUTI ALLA GUIDA - Ovviamente ci sono il comando gas ride by wire (senza il quale il sistema non potrebbe funzionare) e numerosi aiuti alla guida: il traction control, che ha dieci livelli d’intervento e si può disattivare, il sistema che permette di variare la mappatura della centralina (ce ne sono tre), il quickshifter con funzione downshifter e il launch control. L’ABS non si può disinserire utilizzando una procedura “ufficiale”. Per farlo bisogna scollegare un fusibile, esattamente come sulle nuove Honda CBR1000RR Fireblade e Fireblade SP. Va infine segnalato che c’è la frizione antisaltellamento e che ci sono due ventole di raffredamento (sulla precedente versione ce n’era una).

GSX-R 1000 R: A PHILLIP ISLAND CON LA MIGLIORE SPORTIVA SUZUKI DI SEMPRE

SEMPRE DOPPIO TRAVE IN ALLIMINIO MA… - Il telaio della GSX-R 1000 R ha un aspetto decisamente minimale. La struttura, che è stata progettata in collaborazione con i telaisti che lavorano sulla GSX-RR da MotoGP, nasce sfruttando al meglio i ridotti ingombri del motore. L’avantreno è stato avvicinato al perno del forcellone, che è stato allungato. Nonostante questo l’interasse è stato ridotto a soli 1405 millimetri (prima era di 1420 millimetri). L’inclinazione del cannotto di sterzo passa da 23°2’ a 23°5’ e di conseguenza cresce anche l’avancorsa, 98 millimetri anziché 95 milliemetri.

È ANCHE DIMAGRITA - Pur essendoci più componenti a bordo il peso è stato ridotto di 2 kg, 203 invece di 205. Di serie c’è l’ammortizzatore di sterzo elettronico e le sospensioni arrivano dalla Showa, che per questa versione ha fornito a Suzuki i modelli Balance Free. In pratica all’interno della forcella e dell’ammortizzatore ci sono pistoni ciechi che muovono l’olio attraverso due circuiti, uno dedicato alla compressione e un altro dedicato all’estensione.