211 kg in ordine di marcia, con il pieno: la nuova "Z" è tanto più leggera della 800 (che va a sostituire) e le differenze, a livello dinamico, si sentono subito. Non è solo una questione di chilogrammi: il quattro cilindri (che deriva da quello della prima Z1000) ha un'erogazione corposa, quasi rabbiosa. Non è una moto per tutti, la nuova naked Kawasaki: la rapportatura corta, i tanti cavalli (125 sono quelli dichiarati) e la sua maneggevolezza la rendono nervosa, aggressiva. 

L'ABS BASTA E AVANZA - L'elettronica è poca: ABS, finita lì. Il controllo di trazione non c'è e, specialmente su asfalti insidiosi, un po'  si sente la sua mancanza. La risposta al comando del gas è immediata e la grande schiena non perdona sempre: insomma bisogna andarci cauti. È una moto maschia, cattiva, la nuova Z900. Al nuovo telaio in acciaio (che pesa solo 13,5 kg) sono vincolate sospensioni, che fanno bene il loro lavoro. La forcella dcon steli di 41 mm Ø è regolabile; la taratura di base è rigida ma lavora bene, offrendo tutto il supporto necessario. L'ammortizzatore è meno preciso (e regolabile solo nel precarico) ma in città non si soffre troppo.

LO SPAZIO NON MANCA - La posizione di guida è confortevole: a bordo c'è abbastanza spazio per muoversi; il manubrio è largo a sufficienza per garantire un buon feeling con l'avantreno e le pedane sono rialzate ma non costringono troppo le articolazioni. La frenata è potente e le risposte alla leva sono sincere: modulare la forza non è un problema e l'ABS monitora con precisione la situazione e interviene con ottimo tempismo, senza essere troppo invadente.

LA SUA FORZA È (ANCHE) IL PREZZO - Una delle sue armi migliori è il prezzo: 8.990 è la cifra richiesta per mettersi in garage la versione base: non male. Per chi vuole divertirsi e guidare davvero, è una proposta da prendere seriamente in considerazione. Per godersela appieno, però, ci vuole esperienza, soprattutto per il risicato corredo elettronico e per la grinta di un quattro cilindri in forma come non mai.