di Alessandro Bettini Nessuna rivoluzione. Yamaha rinnova la FJR 1300, migliorando i pochi dettagli perfezionabili. La FJR 1300, quindi, resta una macinachilometri, disponibile in tre versioni: la base, denominata A, la AE, equipaggiata con le sospensioni regolabili elettronicamente, e la AS, dotata del cambio elettroassistito. Per quanto riguarda i prezzi (franco concessionario), si parte dai 15.990 euro della “A”, passando ai 18.990 euro della “AE”, arrivando ai 19.990 euro della “AS”. Le nuove FJR saranno disponibili da maggio in due colori: grigio scuro metallizzato e argento metallizzato. PIÙ FASCINO CON I LED - Le nuove Yamaha FJR 1300 sono contraddistinte dai fanali a LED e quello anteriore dispone di un sistema adattativo, che indirizza il fascio luminoso nella parte interna della curva, garantendo una migliore visibilità. L’elettronica abbonda: ABS, controllo di trazione (disattivabile), sospensioni a regolazione elettronica e il parabrezza ad inclinazione variabile... ovviamente azionabile tramite un comando elettronico. Sempre restando in tema sicurezza, va segnalato che la FJR 1300 è dotata della predisposizione per D-Air della Dainese, un airbag integrato nel giubbotto. L’APPARENZA INGANNA - La FJR 1300 è imponente ma anche incredibilmente facile e gustosa da guidare. Osservandola sommariamente potrebbe sembrare una moto adatta alle strade con poche curve, in realtà in piega questa Yamaha se la cava alla grande, garantendo sempre un comfort di altissimo livello, grazie anche alla eccellente protezione aerodinamica e all’assenza di vibrazioni fastidiose. Inoltre lo spazio a bordo non manca, né per il conducente, né per il passeggero. A BASSA VELOCITÀ... ATTENZIONE - Nonostante il piano di seduta permette di poggiare facilmente entrambi i piedi a terra, durante le manovre bisogna fare attenzione a non inclinare troppo il veicolo, perché il peso c’è e a bassa velocità si avverte. In movimento, però, tutto diventa facile, perché la FJR 1300 si trasforma in una equilibratissima GT, dotata di un’agilità sorprendente. IN CURVA, CHE GUSTO! - La discesa in piega è armonica e nei cambi di direzione la FJR 1300 risulta efficace, restando composta. Poi, nei tratti veloci, anche per merito dell’azzeccata taratura delle sospensioni, si apprezza una delle sue migliori doti, la stabilità, che a volte crea l’illusione di guidare sui binari! Purtroppo i pneumatici di primo equipaggiamento, pensati per l’uso turistico, non assicurano un elevato grip agli elevati angoli di piega, pertanto... vietato esagerare. MOTORE SPETTACOLARE - Il carattere del quattro cilindri in linea della FJR 1300 può essere scelto dal conducente, tramite l’elettronica. Con la mappa “touring” la risposta al gas è progressiva e sembra addirittura che manchi potenza. Al contrario, con la mappa “sport”, il propulsore di Iwata mette in mostra un’accelerazione prepotente ed emozionante. In generale, il motore giapponese ha un funzionamento molto regolare, dai 2.000 giri/’, fino all’intervento del limitatore. TRASMISSIONE DOC - Decisamente a punto la trasmissione a cardano, abbinata a un cambio caratterizzato da rapporti ben spaziati e innesti precisi e a una inedita frizione antisaltellamento. Infine, i consumi, contenuti per una 1300 della stazza della FJR: durante la prova, che si è svolta su un percorso con tante curve, il display ha indicato una percorrenza media di 15,5 km/l. LA TECNICA - Sotto le carene della nuova FJR c’è un quattro cilindri in linea di 1298 cm3 (ora omologato euro 4), che è in grado di erogare 146 CV e ben 14,5 kgm. L’altra novità è nascosta nella trasmissione a sei marce (anziché cinque) e abbinata a una frizione antisaltellamento. La ciclistica ruota intorno a un telaio Deltabox in alluminio. Il peso dichiarato in ordine di marcia è 300 kg.