di Riccardo Piergentili FUERTEVENTURA (SPAGNA) - Yamaha XSR 900. Il passato non è mai stato così moderno. Quel passato che è tornato prepotentemente di moda, perché il vintage anni ‘70 oggi è più ricercato della modernità. Lo spiega la storia: per oltre mezzo secolo, infatti, la semplicità e la meccanica lasciata a vista sono riusciti e respingere gli attacchi del tempo, mantenendo inalterata la bellezza e incrementando il fascino. NESSUNA RINUNCIA – Il gusto di guardare o il gusto di guidare? Fino a oggi bisognava scegliere. O la moto per passeggiare con stile, o la moto per correre veloci. Per fortuna qualcosa è cambiato, perché i Costruttori hanno capito che la naked moderna non deve necessariamente essere importata da un futuro dove le linee tese e spigolose hanno preso il sopravvento su quelle morbide e rotonde e hanno anche capito che quando la coppia ai bassi e medi regimi abbonda non servono potenze stratosferiche per divertirsi. DUE O QUATTRO? MEGLIO TRE - Così, dopo anni in cui i bicilindrici e i quadricilindrici hanno lottato per conquistare il mercato, è finalmente arrivato il momento in cui i tricilindrici sono tornati sul campo di battaglia. Non in pista ma su strada, dove tre, il numero perfetto, è sicuramente sinonimo di emozioni e guidabilità. Sulla XSR 900 ci sono 850 cm3 divisi in tre cilindri e quando si avvia il propulsore viene la pelle d’oca; merito di quell’inconfondibile sibilo che proviene dall’aspirazione. UN PIACERE PER OGNI SENSO - Gustoso da ascoltare ma anche da guidare, per merito della coppia ai medi regimi, dell’allungo, che consente di raggiungere quota 11.000 giri/’, e di un’elasticità paragonabile a quella di un quadricilindrico. Il motore della XSR 900 ha un arco di utilizzo molto ampio e questo si traduce in facilità di utilizzo e ridotto uso del cambio, che nel misto diventa un optional. Infatti, una volta inserita la terza bisogna solo pensare a guidare e a giocare! 115 CV SEMBRANO DI PIÙ - Il tricilindrico Yamaha è omologato Euro 4 e ha 115 CV, che però sembrano tanti di più per merito del tiro in basso. Inoltre la potenza e la coppia sono sempre fruibili, perché la risposta al gas non è mai brusca e l’erogazione è talmente progressiva che la XSR 900 si guida giocando con l’acceleratore, collegato direttamente con la mente e con la ruota posteriore. Nel misto, una volta preso il ritmo, basta chiudere il gas per correggere la traiettoria impostata o aprirlo per raggiungere in un attimo la curva successiva. Favoloso! AGILE SENZA ESSERE INSTABILE – La XSR 900 è molto maneggevole ma l’avantreno non è mai nervoso o poco preciso. Merito delle sospensioni, che hanno una taratura piuttosto rigida ma sempre in grado di assicurare un buon livello di comfort. La XSR 900 è... come un pugile che decide di camuffarsi in una bella donna! Guardandola ci si innamora ma quando arriva il momento di lottare lei non teme neppure le moto sportive. COME TU MI VUOI - La XSR 900 ha anche il merito di avere industrializzato la customizzazione. Yamaha, infatti, ha prodotto e continuerà a produrre accessori di vario genere, che consentono di personalizzare ma anche di stravolgere la moto, avendo sempre la possibilità di tornare alla configurazione originale. Un gioco, un sistema per guidare qualcosa di unico. Con calma o di fretta... a voi la scelta. La XSR 900 costa 9590 euro f.c. (colore grigio opaco e blu chiaro). Per avere la livrea gialla (60TH anniversario) il prezzo sale a 9890 euro. Twitter: @Hokutonoken_79