Le modifiche estetiche effettuate non rendono giustizia ai cambiamenti che hanno interessato la nuova Multistrada 1260. Sotto la carrozzeria, rinnovata quasi esclusivamente nella parte frontale, grazie ai due convogliatori d'aria concavi che "parlano" meglio con il serbatoio, si nasconde tutto ciò che distingue la nuova crossover bolognese dai modelli che l'hanno preceduta. Di seguito, le prime impressioni a caldo, direttamente dalla presentazione stampa. Sul numero di InMoto a breve in edicola, vi sveleremo ogni segreto di questa affascinante novità.

INNANZITUTTO LA CICLISTICA - Il telaio vanta un cannotto di sterzo più aperto di 1 grado (25 anziché 24 gradi), il forcellone è più lungo di ben 48 mm e l'interesse è cresciuto di ben 56 mm. I cerchi hanno un disegno inedito (5 razze ad Y) e un peso complessivo inferiore di circa 300 grammi rispetto alla precedente versione. Queste caratteristiche determinano una dinamica di guida inedita: la Multistrada 1260 è più morbida e rotonda, più facile del modello che l'ha preceduta. Non pensiate che sia diventata una maxi pigra e legnosa, no: semplicemente la discesa in piega avviene in maniera più fluida e facilmente gestibile e anche la stabilità ad elevate velocità ne ha guadagnato.

ANCHE IL PROPULSORE È CAMBIATO - Grazie ad una corsa maggiorata, la cilindrata è cresciuta fino a 1.262 cm3 e la potenza massima è ora a quota 158 cavalli. Il grosso del lavoro ha però riguardato l'ottimizzazione della curva di coppia, cresciuta mediamente del 20% ai bassi regimi. I benefici alla guida non tardano a palesarsi: la ripresa è priva di incertezze già da 2.000 giri e sono anche del tutto spariti i singhiozzi che disturbavano nella conduzione quotidiana. Questo pregevole risultato è stato ottenuto mediante la bilanciatura della lunghezza dei primari di scarico e inserendo all'interno del silenziatore un compensatore che ottimizza le onde di pressione. Il nuovo bicilindrico vanta inoltre una mappatura differenziata per ogni marcia e anche il freno motore è bilanciato su ogni rapporto.