Il divertimento a due ruote non è legato solo ed esclusivamente a prestazioni e tecnologia. Ci sono svariate interpretazioni su come si possa indurre un sorriso sotto il casco, che sia durante la guida oppure osservando la moto ferma sul cavalletto. Nel segmento delle “piccole” la Caballero Scrambler 500 e la Svartpilen 401 sono l’esempio di come lo stesso tema possa avere svolgimenti diversi. La prima interpreta il concetto naked in chiave scrambler, la seconda va anche oltre offrendo una moltitudine di contenuti in una moto dalla semplicità stilistica disarmante.

IL BELLO DI QUESTE MOTO però non si ferma alla parte statica ma prosegue una volta in movimento dove, seppur con caratteristiche differenti, riescono a procurare quelle emozioni che trasformano la guida in piacere. Sono moto chiaramente destinate ad un pubblico di neofiti, ma possono trovare consensi anche tra chi magari ha bisogno di un mezzo agile per affrontare il traffico citadino. Il tutto senza rinunciare all’appeal di cui le due moto sono ben dotate. Prezzi alla mano, l’italiana si porta a casa con 6.590 euro; occorre poco meno (6.550 euro) per l’austro/svedese. Se non sono due affari... poco ci manca.

SEPPUR CON IMPOSTAZIONI DIFFERENTI, le due moto sono accomunate dalla facilità di approccio. Relativamente leggere, con propulsori di facile utilizzo, manubrio largo e ciclistiche sane, si lasciano condurre con soddisfazione fin dai primi metri percorsi. L’impostazione di base è molto differente, con la Caballero caratterizzata da un largo manubrio dalla piega arretrata, associato a pedane avanzate che determinano una posizione di guida con busto eretto. La Svartpilen invece impone una postura più protesa in avanti; le pedane sono arretrate e il manubrio sempre largo ma rettilineo nella piega. In termini di comfort entrambe le soluzioni soddisfano, ovviamente al netto della pressoché inesistente protezione aerodinamica.

DIFFERENTE IL CARATTERE DEI PROPULSORI, più maleducato in termini sonori e di vibrazioni quello della Caballero, oltremodo civile quello della Svartpilen. La rivincita per l’italiana arriva alla voce sospensioni con mono e forcella in grado di filtrare con efficacia le malformazioni del fondo stradale. Al contrario, la rivale accusa un retrotreno fin troppo rigido, associato ad una forcella oltremodo morbida, entrambi in crisi quando si affrontano buche o dossi con decisione. Alla voce “peso” le due moto sono assimilabili, le differenze sono dell’ordine solo di qualche chilo.

SU STRADA, LA CABALLERO è più rigorosa ma al contempo relativamente lenta nell’eseguire le direttive di chi guida, al contrario la Svartpilen è molto reattiva. Entrambe sia pur con contenuti differenti appagano perché in ogni frangente si percepisce una sensazione di controllo totale. Tuttavia, sul veloce la Caballero trasmette più fiducia e tutte la fasi della curva vengono portate a termine con armonia, sia andando a spasso sia forzando il ritmo.

LA SVARTPILEN invece è più “birichina”, maneggevole all’inverosimile, permette linee estreme con disinvoltura. Il tutto, ed è questo il bello, senza essere penalizzata troppo alla voce stabilità. Peccato che le sospensioni accusino una taratura disomogenea che in certi frangenti limita il potenziale della moto. La forcella è davvero morbidissima e la posizione di guida molto protesa sul davanti non aiuta. Forzando il ritmo in staccata se si trovano buche o dossi non è raro incorrere nel fondocorsa. Il mono, privo di leveraggio, spinge in staccata ed evidenzia una taratura fin troppo tonica. Fortunatamente la potenza del motore non mette mai in crisi la ciclistica e il peso contenuto permette di gestire con relativa tranquillità la situazione. Siamo convinti che con sospensioni meglio bilanciate la piccola Husqvarna guadagnerebbe davvero tanto in termini di rendimento nella guida sportiva. Sulla Caballero invece le sospensioni sono toniche e ben frenate e permettono di forzare il ritmo senza incorrere in evidenti trasferimenti di carico.

LE DUE MOTO, pur non essendo delle vere sportive, gradiscono la guida allegra a patto che il percorso non chieda troppo ai propulsori che, seppur brillanti, per cubatura e architettura non possono fare i miracoli quando le velocità salgono e si utilizzano i rapporti lunghi. La cilindrata superiore dell’italiana produce maggior un vigore alla risposta del comando gas. Questo vantaggio in termini di coppia permette di viaggiare in scioltezza.

PER LA GUIDA DISIMPEGNATA È UN GRANDE VANTAGGIO, mentre quando si richiede il massimo, si avverte la poca propensione a girare agli alti regimi: inutile insistere. Meglio inserire il rapporto successivo e godere della spinta ai medi. Completamente all’opposto è la Svartpilen, affamata di giri e scarsamente generosa ai regimi medio bassi. Se si cercano le prestazioni non bisogna farsi remore e occorre insistere con il gas. Anche nella guida tranquilla è bene non scendere troppo di regime. Diciamo che la Caballero interpreta alla perfezione la parte della Scrambler, reattiva al comando del gas e perfettamente a suo agio sui percorsi che richiedono tanta coppia. La Svartpilen invece per essere altrettanto efficace va spremuta a fondo.

IN TERMINI DI PRESTAZIONI ASSOLUTE fanno quello che ci si aspetta, anzi anche di più. Il confronto numerico vede la Svartpilen più rapida in accelerazione mentre la Caballero si prende la rivincita alla voce ripresa. Ottimi i consumi, che sopperiscono alla limitata capienze dei serbatoi, non proprio da primato, garantendo la giusta autonomia. Spostando l’attenzione sull’impianto frenate, c’è un chiaro vantaggio per la Svartpilen, non tanto in termini di spazio d’arresto, bensì per la modulabilità associata al modesto sforzo da applicare sulla leva a manubrio. Sulla Caballero c’è meno mordente, è richiesta una pressione maggiore e anche la modulabilità non è il massimo.

IL COMPARTO TRASMISSIONE vede un piccolo vantaggio per la Husqvarna, con il cambio più morbido e preciso negli innesti; corretta per entrambe invece la scelta della rapportatura. Buone notizie anche dalle frizioni, leggere nell’azionamento del comando al manubrio, modulabili e resistenti nell’utilizzo. Infine facciamo un appunto sulle più o meno presunte capacità fuoristradistiche delle due moto che, seppur con temi differenti, qualche pensiero alle strade non asfaltate lo fanno. Ebbene, nonostante la presenza dei pneumatici di serie moderatamente tassellati, le due moto tollerano solo strade bianche ben pavimentate; peso, luce a terra ed escursione delle sospensioni sconsigliano di spingersi oltre.