Per cercare di avere un responso dalla pista il più possibile equilibrato, abbiamo deciso di adottare coperture comuni a tutte le moto: per il primo assaggio dei cordoli la scelta è ricaduta sui Pirelli Supercorsa SP, una soluzione supersportiva ma pensata per un utilizzo anche stradale, non sono “quelle in mescola” per intenderci, si possono utilizzare tranquillamente anche senza termocoperte alle pressioni di gonfiaggio suggerite a libretto, magari verificandola a caldo dopo qualche giro di rodaggio. 

COPERTURE - Le moto hanno girato inizialmente con la misura di pneumatici “a libretto”, anteriore comune a tutte 120/70 R17 e posteriore 200/55 R17 per Yamaha, Aprilia e Ducati, 190/55 R17 per Suzuki, Kawasaki e BMW (la tedesca adotta il 200/55 solo in combinata con i cerchi forgiati HP disponibili come optional), 190/50 R17 per Honda. Quando abbiamo iniziato a fare sul serio siamo passati a una soluzione più orientata all’uso pista, i Supercorsa SC2 sempre con battistrada omologato per uso stradale, ma con un compound in grado di garantire maggior grip, addirittura il livello di aderenza secondo i tecnici Pirelli è in pratica paragonabile a quello degli SC1 di pochi anni fa, ma con una resa chilometrica superiore. Per le SC2 le termocoperte sono assolutamente consigliate, almeno 40-50 minuti a 80°, per una pressione a caldo di 2.3 bar all’anteriore e 1.7 al posteriore. In questo caso abbiamo dovuto adottare la misura 190/55 anche per la Honda, perché ormai Pirelli non sviluppa più pneumatici in mescola nella desueta misura  190/50.

TEMPI - Durante gli hot laps (tre giri cronometrati per ogni moto) serbatoio pieno per tutte e per non perderci niente abbiamo installato l’acquisizione dati della 2D, In questo modo abbiamo potuto rilevare con sicurezza i tempi sul giro e la velocità punto per punto lungo la pista, nell’articolo troverete un sacco di informazioni che illustreranno le, tutto sommato piccole, differenze che portano al distacco rilevato fra la più veloce e la più lenta.