COS’È LO YUGEN?Capacità misteriose, che non possono essere spiegate a parole”. È il significato del termine Yugen, attribuito da Suzuki Italia alla propria naked di media cilindrata. Una moto ormai unica nel suo genere: naked con motore 4 cilindri in linea, cilindrata “sette-e-mezzo”, non ne fanno più. Suzuki però non getta la spugna e presenta la versione Yugen Carbon, che con qualche accessorio offerto di serie prova a rendersi più appetibile.

DETTAGLI DI SPICCO - Come personalizza la propria moto il proprietario di una naked? Un grande classico sono i dettagli estetici come le frecce e il porta targa, ma quello che certamente non può mancare è un impianto di scarico come si deve, che renda giustizia al tono del motore. Detto, fatto: con la versione Yugen Carbon, Suzuki propone già di serie queste modifiche, senza che il prezzo diventi proibitivo (9.190 euro, +300 euro rispetto alla standard). Il pacchetto comprende uno scarico in carbonio (solo silenziatore), che consente di limare 2,44 kg e guadagnare 4,4 cv, e un porta targa in ergal lavorato dal pieno con indicatori di direzione a led, tutto fornito dall’italiana SC Project. Il resto proviene dal catalogo accessori Suzuki, come l’unghia monoposto e il plexiglass fumé. Niente male, considerato che nel prezzo vengono forniti anche i pezzi originali.

ANALOGICA – Termini come piattaforma inerziale, ABS cornering e sospensioni semi attive sono ormai di uso comune, ma non per la GSX-S750. Ai complessi sistemi elettronici (cui un po’ si concede: c’è il controllo di trazione) risponde con un valido 4 cilindri da 115 cv (119 cv grazie allo scarico, stando alle dichiarazioni), sospensioni regolabili nel precarico, peso e dimensioni contenute (213 kg in ordine di marcia, 820 mm l’altezza della sella da terra). La cura con cui è realizzato il porta targa è notevole, stesso discorso per le finiture del terminale di scarico. Il cupolino invece è un vezzo esclusivamente estetico: la sua utilità è pressoché nulla.

SOUNDS GOOD - Giro di chiave, pulsante di avviamento e il 4 cilindri si risveglia. Ed è piuttosto aggressivo: il nuovo terminale suona le note giuste, un’indovinata dose di rabbia. Con la GSX-S s’innesta la prima e si parte, senza troppe difficoltà. Il peso è ben distribuito, le pedane centrate e non alte da terra, i comandi sono morbidi e il motore è dolce (ma per la verità soffre un po’ di effetto on-off): tutte caratteristiche che mettono a proprio agio anche il pilota meno esperto.

RAPIDA – L’ambiente naturale per una naked sono le strade ricche di curve. Ed è in queste condizioni che la sua guida analogica conquista: l’avantreno non è granitico ma è molto comunicativo e permette di disegnare traiettorie precise. Il retrotreno si siede in accelerazione, ma il peso contenuto permette di non dover correggere con il freno posteriore. Il motore ha una buona erogazione ma chiama a gran voce i regimi più elevati. Mentiremmo se dichiarassimo di aver percepito i 4,4 cv in più: di sicuro, ora canta che è una meraviglia.