Il suo nome è Benelli TNT Compressor, e il prototipo è nato dal know-how dei tecnici della Evotech. L’equipe si è concentrata soprattutto sulla parte meccanica e ciclistica, studiando accuratamente ingombri e posizionamento del compressore. Ma montare una sovralimentazione e farla lavorare bene non è cosa semplice.

OLTRE A REALIZZARE un sistema di lubrificazione dotato di un piccolo radiatore dedicato al compressore, è stato necessario realizzare una conduttura che covogli l’aria nel nuovo airbox pressurizzato realizzato in carbonio con base in alluminio dal pieno. La gestione dell’elettronica è affidata ad un vero cervello elettronico che, supportato dai vari sensori, comanda e controlla accensione, iniezione, sovralimentazione, controllo di trazione, erogazione della coppia e cambio elettronico.

IL TUTTO È RISCONTRABILE SUL PONTE DI COMANDO grazie ad uno schermo multifunzione che attraverso due pulsantiere permette di acquisire dati e impostare i parametri. E’ stato necessario montare anche una pompa benzina racing Yoshimura , alberi a camme modificati, kit frizione a secco, scarichi artigianali Virex e radiatori realizzati su disegno. La girante del compressore può raggiungere i 160.000 giri/min, e il settaggio attuale è stato impostato per sviluppare 202 CV a 10.000 giri, con una coppia massima di 156,91 Nm a 9.800 giri.

A SOSTENERE UN MOTORE COSÌ SOFISTICATO e potente c’è una ciclistica all’altezza. La parte tubolare del telaio in alluminio – così come il forcellone – sono quelli più leggeri previsti per la Tornado Limited Edition, mentre la forcella rovesciata è una Ohlins con steli da 43 mm, e dietro lavora un monoammortizzatore Mupo AB1. Le pompe radiali al manubrio e le pinze anteriori sono Brembo. I 3 dischi sono prodotti dalla Alth, su specifica. Per finire, vanno segnalati i leggerissimi cerchi OZ in magnesio. A tutto questo va aggiunto una profusione infinita di parti in ergal dal pieno, che fermano l’ago della bilancia a soli 187 kg in ordine di marcia.

A RENDERE LA MOTO SINUOSA E BELLISSIMA ci ha pensato l’artista sardo Giordano Loi che, nell’arco di tre mesi, ha cucito addosso alla moto una linea invidiabile e curata maniacalmente fin nel più piccolo dettaglio. Tutte la parti sono state disegnate, modellate e realizzate artigianalmente da Loi nel suo garage in Sardegna e sono tutt’ora a livello di prototipo, ma se ci sarà l’interesse auspicabile si passerà a realizzare i calchi per riprodurre i pezzi in piccola serie.