Tra le maxienduro moderne l’Africa Twin CRF1000L è tra quelle più orientate al fuoristrada. Lo è per la storia che rappresenta e per impostazione di progetto. Il cerchio da 21” non mente ma, come tante, soffre un po’ di sovrappeso e della necessità, per i prodotti di serie, di trovare molti compromessi. Un gruppo di appassionati sembra aver trovato la quadra.

IL PROTOTIPO CHE PRESENTIAMO è stato pensato con l’obiettivo di accentuarne versatilità e propensione al fuoristrada riducendo il peso, che è sempre un vantaggio. Questo mantenendo base meccanica e telaio di serie, concentrandosi su piccoli interventi, reversibili, ed economicamente sostenibili nell’ottica di una possibile produzione in serie. Seguendo la filosofia dei suoi ideatori, con questa moto, una coppia può affrontare il viaggio per arrivare nel luogo di villeggiatura e, una volta giunti a destinazione, mentre la signora si rilassa in spiaggia, il marito scorrazza per gli sterrati.

L’AFRICA TWIN COSÌ ALLESTITA ha partecipato ad un concorso interno di Honda, che serve a stimolare idee originali e si è aggiudicata, guarda caso, il primo premio, tanto che i più attenti la ricorderanno allo stand Honda a EICMA 2016. È stata sviluppata mettendo insieme le competenze di un team formato dall’ing. Stefano Gramellini, appassionato endurista, da Tommaso Monti, Luca Merloni, già capotecnico del Team Asia in Moto 3, Lorenzo Tassinari e da Alberto Minelli, titolare della concessionaria Honda R&D per Ravenna e Forlì, che ho visitato per poter realizzare questo servizio.

ALLA MIA DOMANDA SU COSA SIGNIFICASSE R&D Alberto, con la schiettezza e l’ironia che contraddistingue i romagnoli mi ha risposto: “Ravenna e Dintorni”. Li per lì mi ha fatto molto sorridere, e mi piace raccontarlo, perché poi, riflettendoci più a fondo, un po’ sberleffa tutti quelli che in questo momento vogliono usare a tutti i costi degli inglesismi, ma anche perché mi permette di ricordare che tutta la moto è stata fatta praticamente a Km 0, avvalendosi dei tanti, validissimi tecnici locali e ricorrendo, per quanto possibile a fornitori della zona (che troverete alla fine del testo).

ENTRANDO NEL DETTAGLIO TECNICO, l’asso nella manica è dato dalla modifica al parafango di serie ora rialzabile. In poche mosse è possibile spostarlo dalla posizione bassa, utile su strada per avere stabilità alle alte velocità, a quella più alta, indispensabile in fuoristrada. Sembra semplice ma è stato necessario modificare il passaggio dei cavi freno (attualmente è in via di definizione un vero e proprio kit realizzato ad hoc da FrenTubo).

SFRUTTANDO GLI ATTACCHI ORIGINALI è stata montato un paracoppa rinforzato, che ora protegge anche il carter dell’alternatore. La zona posteriore è stata alleggerita rimuovendo il portapacchi originale sostituito da uno più piccolo, e realizzando delle maniglie utili sia al passeggero che per movimentare la moto in caso di scivolata. In questa zona si nota anche la sella in pezzo unico, realizzato da un marchio storico, Nisa, che per l’appunto è di Forlì. Infine spica lo scarico, il cui design, veramente molto aggressivo e tendente ad accentrare le masse è stato disegnato dallo stesso Gramellini e realizzato da Arrow.

L’INTERVENTO si completa con l’applicazione di grafiche dedicate, l’adozione di una batteria al Litio e l’impiego di pneumatici tassellati Continentale TCK80. Tra le curiosità va detto che i piccoli fianchetti posteriori sono stati recuperati da un drone. La moto così allestita ha permesso di risparmiare ben 13 Kg, fermando la bilancia a 217 Kg.

Le foto di questo servizio sono state scattate presso un locale molto alla moda: il DARSENA POP UP di Ravenna, che ringraziamo per averci concesso i suoi spazi.