Succede che alla propria moto ci si affezioni e non si voglia sentire parlare di sostituirla. Questo progetto è stato pianificato dopo che la moto in questione ha subito un grave incidente da cui è uscito illeso solo il motore e poco altro, da qui l’idea del chopper. Come base di partenza è stato scelto un telaio rigido del customizer austriaco Penz. L’idea di fondo era un chopper Old School, infarcito con qualche tocco di modernità.

PIU' POTENZA - Il motore è stato potenziato con pistoni forgiati Wiseco maggiorati, che innalzano la cilindrata a 1200 cm³ e il rapporto di compressione a 9,5:1. L’impianto d’iniezione è stato eliminato in favore di un grosso carburatore Mikuni HSR da 42 mm. A dar man forte alla cura ricostituente anche una nuova accensione Altmann e una robusta frizione Barnett, mentre il cambio a 5 rapporti e la trasmissione primaria sono rimasti originali. Risultato: un motore più esuberante che supera tranquillamente gli 80 CV con un’estetica valorizzata dai nuovi coperchi delle valvole con le fattezze dell’intramontabile Panhead e lo splendido carter della trasmissione primaria con le alette in rilievo che sembra arrivare direttamente dall’ambiente Racer degli anni ’70.

COMFORT SI... MA CON MODERAZIONE - Il telaio è stato modificato per ottenere una moto dalla forma allungata e all’anteriore viene montata una forcella Springer con cerchio da 23”. L’impianto di scarico è artigianale e si sviluppa alto, con una conformazione 2 in 1 il meno invadente possibile. I cavi elettrici scompaiono dentro al manubrio e nel telaio, mentre il supporto della luce posteriore, il portatarga e le frecce vengono integrati nella struttura stessa. Il cerchio posteriore è da 16” con pneumatico da 200/60 sormontato da un corto parafango abilmente sagomato e la sella basculante concede un po’ di comfort al conducente attraverso un corto ammortizzatore.

MANTELLO VERDE ACIDO - Il serbatoio distrutto nell'incidente è stato recuperato e arricchito da una piacevole nervatura sul dorso (riproposta anche sul parafango) e alla struttura viene inoltre inglobata l'imboccatura per il tappo Spinner, il supporto porta strumento e il livello laterale del carburante. Per la livrea sono stati scartati vari progetti, arrivando, infine, a un mantello verde acido. La parte grafica è stata affidata alle cure di “Capitan Blaster”, la verniciatura e le finiture di livello superiore sono opera di Kosmic Paint, un nome che è una garanzia. Il risultato è una Sportster unica e pronta ad iniziare la sua seconda vita in forma smagliante.