A questa special, realizzata dell’equipe svizzera Racingbikes, è stato dato il nome di Le Mans 10 per celebrare la vittoria alla 24 Ore del 2010 su una Saleen GT1, dell’amico e collaboratore Gabriele Gardel.

ANIMA H-D - Il telaio è di Harley-Davidson e ha varcato i cancelli di Milwaukee  nel lontano 1955, un doppia culla chiusa semplice ed essenziale con il posteriore rigido. A questo pezzo classico è stata aggiunta una meccanica che a prima vista può essere scambiata con il bicilindrico Shovelhead che in varie declinazioni ha equipaggiato le H-D dalla metà degli anni ’60 ai primi anni ’80. In realtà il motore è stato interamente costruito dalla S&S - contando su materiali e accorgimenti attuali e aumentando la cilindrata a 1600 cm³ - pur se rifacendosi all’estetica del sopraccitato modello. Della partita sono anche un cambio a cinque rapporti, assistito da una frizione a secco e da una primaria a cinghia marchiati BDL, un’accensione elettronica Twin Tech e un carburatore Mikuni da 42 mm.

FORCELLA PERSONALIZZATA - La forcella appare accorciata, ma in realtà sono stati ricostruiti i foderi con una lunghezza maggiorata, sopra c’è un piccolo faro tondo incassato tra le piastre e un manubrio drag bar in tinta. Le ruote si rifanno al filone Bobber: a raggi, imponenti e con i fianchi alti, senza parafango all’anteriore e con i cerchi verniciati in nero per un aspetto ancora più massiccio. Le misure dei pneumatici segnano 130/90-16 all’anteriore e 180/70-15 al posteriore. I freni a disco sono singoli su entrambe le ruote e le pinze RST anodizzate oro sono entrambe a 4 pistoncini. La special appare come un attento cocktail di elementi retrò e sportivi realizzati artigianalmente con molteplici dettagli in bronzo o ottone. 

ESTETICA RETRO’ - L’aspetto Vintage, oltre che dalla linea generale, è sottolineato dalla  sella a molle e dalle manopole in cuoio marrone della Autoseletic, dal cambio manuale azionabile mediante una leva sul lato sinistro (il comando della frizione definito in gergo “suicida” è a pedale), dal cavo e dalla luce posteriore e dalle tubature dell’olio e del carburante in rame.A sottolinearne la genetica sportiva, invece, ci sono dettagli pratici come il livello della benzina esterno al serbatoio, lo splendido tappo per il rabbocco del carburante, il serbatoio dell’olio che riprende le fattezze di una tabella portanumero, il cornetto di aspirazione munito di rete, la cartuccia dell’olio in un posto perfettamente accessibile e molti altre ricercate finiture. Grafica e pittura, ovviamente, non poteva che riprendere quella della vittoriosa Saleen dell’edizione 2010 della 24 Ore di Le Mans.