Uno splendido chopper in perfetto “stile Sixties”, ricco di dettagli artigianali e dipinto con gusto e in maniera impeccabile   La base, o meglio il telaio, ha varcato i cancelli di Milwaukee nel 1953 e in sessant’anni ha visto lame, modifiche, cicatrici e saldature. Nonostante l’età, oggi è più in forma che mai, ed è in grado di ospitare un grosso bicilindrico S&S Shovel di 1.600 cm³, abbinato ad un cambio H-D a 5 rapporti, collegato da una primaria a cinghia Primo di 3” e servito da una frizione a secco. L’impostazione e la cura sono impeccabili, e la corona di re che troneggia sul serbatoio firmato Indian Larry è più che idonea. Più che avere natali bresciani il chopper sembra provenire direttamente dalle strade di San Francisco di fine Anni ’60, e una miriade di dettagli artigianali e di attenti accorgimenti ne sottolinea l’impeccabile linea. cust1 La forcella è una replica attuale della vecchia Springer H-D, 50 mm più lunga della versione di allora, le ruote con 80 raggi sono di 16” al posteriore e 21” all’anteriore, con pneumatici assolutamente adeguati. Meno in tema – ma necessario per frenare l’esuberanza del grosso motore – l’impianto frenante che conta su un disco per ruota abbinato a pinze PM con 4 pistoncini. Gli scarichi sparano alti verso il cielo, il parafango passa rasente alla ruota e il sissy-bar è semplicemente perfetto, come il manubrio sostenuto da alti risers in bronzo. A esaltare il tutto ci ha pensato il più che noto Gianfranco Filippini di Kustom Drink Paint, che ha steso una livrea di “candy violet” dell’House of Color con dei filetti in “acid green” e infine ha aggiunto pure delle splendide “ice pearls blue” in vernice trasparente. L’alternarsi di nero raggrinzante, cromo e alluminio lucidato presente nell’abbondante propulsore si inserisce splendidamente nel contesto, mentre il bianco di manopole, sella e pedale della messa in moto sottolinea la classe di questo progetto portato a termine egregiamente. cust2