Passione e una buona dose di manualità: ingredienti indispensabili per cimentarsi in trasformazioni impegnative e inusuali come questo trike     «Sicuramente posso dirti che tutto è avvenuto dopo una discussione da bar, nel senso che i soliti intenditori dicevano che un trike che possa definirsi tale può essere fatto solo con moto americane e che un trike italiano sarebbe una brutta copia», esordisce Marco Florido, alias Dromobike (dromoservice@gmail.com). Da qui la sfida di realizzare quanto secondo alcuni era irrealizzabile. La base è un motocarro Moto Guzzi Ercole uscito dai cancelli di Mandello nel 1969. Il mezzo per lunghi anni è stato usato come un vecchio e forte ronzino, adempiendo senza tentennamenti al suo pesante compito. Ma finalmente è arrivato il tempo di smettere di lavorare, vestirsi in modo eccentrico e bighellonare senza meta. Niente di eccessivo, il mezzo si presenta ben equilibrato, con dettagli curati, un aspetto vintage e una livrea sobria che si adatta egregiamente alle circostanze. Siamo molto distanti dalle forme massicce e obsolete che disegnavano il motocarro in origine, al punto che la moto sembra nata così, come i servicar americani realizzati per la polizia su base H-D WL 750. La chicca principale della trasformazione è sicuramente l’uso di un differenziale automobilistico derivato da un’Alfa 33 4x4, con possibilità di modificare i rapporti e aumentare considerevolmente la velocità, ma soprattutto in grado di migliorare notevolmente l’impatto estetico. Grazie all’uso di questo differenziale e costruendo delle parti ad hoc, è stato possibile ridurre notevolmente le dimensioni, intervenendo sia sulla misura della larghezza, sia su quella dell’interasse. Il mezzo risulta così più divertente da guidare e più facile da parcheggiare. Alla manovrabilità contribuisce anche la scelta – in controtendenza rispetto agli altri trike – di montare sui cerchi posteriori di 16” dei pneumatici relativamente stretti (150/80) che consentono di spostare il mezzo da fermo con una sola mano. L’avantreno ha conservato l’aspetto classico di serie, con cerchio di 19” e fanale originale. Anche serbatoio e sella (ora rivestita in cuoio marrone) sono quelli in origine sull’Ercole, mentre il manubrio, il serbatoio dell’olio e il capiente borsone sono opera di Dromobike. Ad arricchire l’insieme ci sono anche due parafanghi posteriori prelevati dal catalogo W&W, luci posteriori di Ford Model T, comode pedane poggiapiedi e manopole Harley-Davidson, e tanti dettagli cromati o realizzati in bronzo. Il motore è l’immortale e conosciutissimo monocilindrico orizzontale della Guzzi, in questo caso addizionato di raffreddamento ad aria forzato e di un cambio a cinque marce più retromarcia. 12331qkw