COLONIA – La Ducati SuperSport è ufficialmente tornata. Con le mitiche cugine dei primi anni '90, però, la nuova SuperSport ha però poco a che spartire, sia dal punto di vista meccanico che "filosofico". Vogliamo creare un parallelismo più veritiero? Bisogna fare un salto di qualche anno e ricordare le apprezzatissime (soprattutto per chi le ha guidate o possedute) ST. Si perché l'ultima nata della Casa bolognese porta con se', nella linea e nei contenuti, tutta la sportività tipica delle moto di Borgo Panigale ma eleva il comfort e il piacere di guida ad un livello da "granturismo". Solo promesse? No, basta guardare con un pochino di attenzione la scheda tecnica e l'equipaggiamento per capire che i contenuti e le potenzialità per soddisfare anche i più esigenti motociclisti non mancano.

POSIZIONE DI GUIDA CONFORTEVOLE - Per garantire piacere di marcia anche sulle lunghe percorrenze troviamo infatti una posizione di guida dinamica ma rilassata, una coppia di semimanubri rialzati e un plexiglass regolabile su due livelli. Il motore, il noto Testastretta 11° di 937 cm3, non punta sulle prestazioni assolute ma sulla rotondità di funzionamento e la godibilità anche ai bassi regimi. La potenza c'è (sono 113 i cavalli dichiarati), ma la fruibilità è stato un concetto chiave del progetto.

ELETTRONICA DA SPORTIVA - Come di consueto in Ducati non hanno lesinato sull'elettronica: la dotazione di serie prevede 3 Riding Modes (Sport, Touring ed Urban) e il celebre Ducati Safety Pack (quindi l'ABS e il controllo di trazione). A completare il tutto pensano le luci a LED con tecnologia DRL (Daytime Running Light) e una completa strumentazione completamente digitale, le cui funzioni possono essere incrementate grazie alla predisposizione per il sistema di Infotainment DMS (Ducati Multimedia System).

SOMIGLIA ALLA PANIGALE - Uno dei punti di forza di questa moto è senz'ombra di dubbio lo stile grazie a linee chiaramente ispirate a quelle della splendida Panigale. Il design è però molto personale e la moto è compatta, snella e resa aggressiva dall'appuntito frontale, molto caricato sulla ruota anteriore. La zona centrale è muscolosa, grazie al serbatoio alto, imponente, mentre il posteriore è fuggente e corto sulla ruota. Sul lato destro della SuperSport spicca il silenziatore di scarico sdoppiato che, insieme al monobraccio, lascia in bella vista il cerchio posteriore con tre razze ad "Y".

BICILINDRICO IN MOSTRA - Il bicilindrico è solo parzialmente nascosto dall'attillata carenatura ma la sua presenza è forte e iconica. Il propulsore è parte stressata della ciclistica: l'immancabile telaio a traliccio in acciaio ne abbraccia, infatti, solo una parte ed è vincolato al cilindro frontale. A quello posteriore è invece attaccato il telaietto reggisella, anch'esso in acciaio, e il monoammortizzatore, disposto lateralmente. Le quote ciclistiche raccontano di una moto svelta ma non estrema: il cannotto di sterzo ha un'angolazione di 24 gradi e l'interasse è di 1.478 mm. Il peso (dichiarato) in ordine di marcia è di 210 kg mentre il pneumatico posteriore (al fine di aumentare la maneggevolezza) ha una misura di 180/55-17. 

COMPONENTI AL TOP - La componentistica è di alto livello: la versione standard vede l'adozione di una forcella Sachs completamente regolabile e un monoammortizzatore (anch'esso Sachs) regolabile nel precarico molla e nella frenatura in estensione. L'impianto frenante è interamente marchiato Brembo e su di esso lavora un sistema ABS Bosch. Per gli incontentabili non manca l'allestimento "S", ancora più ricco. In questo caso troviamo ammortizzatore e forcella Ohlins (interamente regolabili) e il quick shift con funzione down shift (optional sul modello base).