CHE BOMBA! Ricordate la Rocket? Il suo motore a tre cilindri da ben oltre 2.000 cc (!!!) stregava per la sua capacità di produrre Nm, al pari di una fornace nucleare. Erano brividi freddi e incontrollati a ogni apertura del gas.

È sempre stata la moto (di serie) con il motore più grande del mondo ed è trascorso già un po’ di tempo dalle prime indiscrezioni sul nuovo modello. Oggi, 31 luglio 2019, Triumph ha deciso di raccontarcela tutta: la nuova Rocket sarà più sportiva e ancora più estrema (la cilindrata è aumentata ancora) ma terrà fede alle sue origini. Non solo: ci saranno due versioni, R e GT, ma i prezzi sono ancora da definire. Ed è facile capire contro chi punterà il mirino: Ducati Diavel 1260 S e Harley-Davidson FXDR sono avvisate…

FORZA TRE Saltiamo a piè pari gli antipasti e passiamo senza indugi al piatto principale. Il tre cilindri in linea non ha cambiato architettura (è pur sempre longitudinale) ma è cresciuto nella cilindrata, ora di 2.458 cc, grazie ai nuovi valori di alesaggio e corsa: 110,2 x 85,9 mm. Misure ben più superquadre ma che permettono comunque alla Rocket 3 di esprimere la bellezza di 165 cv a 6.000 giri ma soprattutto 221 Nm a soli 4.000 giri. Lavora in abbinata a una frizione assistita e a un cambio rivisto negli ingranaggi, senza contare gli affascinanti tubi di scarico (i collettori sono idroformati). Tante ore di lavoro sono state spese poi per scendere con il peso e il risultato c’è: solamente il motore pesa 18 kg in meno.

STRUTTURA NUOVA Il motore è incastonato in un invisibile telaio perimetrale in alluminio, leggero e resistente e dalle quote ciclistiche più sportive: la forcella è aperta di 27,9°, in passato 32°. Le misure di cerchi e pneumatici invece sono identiche, 150/80 – 17 davanti e 240/50 – 16 al posteriore, mentre alle sospensioni (regolabili ma non semi attive) ha pensato Showa. Tocco di classe per l’impianto frenante, che sfrutta le sontuose pinze Brembo Stylema, mentre la trasmissione sfrutta il classico albero cardanico. Grazie a una grande opera d’ingegneria, il peso della Rocket è sceso di ben 40 kg in totale, fermando così l’ago della bilancia sui 291 kg a secco.

DUE PER TUTTI Il suo design, figlio di matite inglesi, racconta di una cruiser ricercata (i dettagli in alluminio spazzolato si sprecano, il doppio faro frontale a LED è imperiale) nata anche per viaggiare, non soltanto emozionare. Ecco perché le due versioni: la GT è più confortevole e protettiva (di serie è equipaggiata con parabrezza, manubrio piega soft, sella a 750 mm, pedane avanzate e regolabili nella distanza), la R è minimalista e concentrata nella guida (sella a 773 mm, manubrio a piega bassa, pedane centrate e regolabili in altezza).

HI-TECH Naturalmente la dotazione elettronica è superlativa. Tutto si controlla dallo schermo TFT a colori. Grazie al nuovo Ride-by-wire ci sono quattro modalità di guida che agiscono sulla mappatura del motore e sul livello di Traction Control. Questo, come l’ABS (Cornering), utilizza i dati della piattaforma inerziale IMU per calibrare l’intervento in base all’angolo di piega. All’equipaggiamento di serie si aggiungono l’Hill Hold control, il cruise control, l’avviamento keyless e le manopole riscaldabili (standard sulla GT, optional sulla R). La lista degli accessori è lunga e articolata e comprende, tra le altre cose, anche le borse laterali da 20 litri ciascuna e il cambio elettro assistito. Il prezzo non è ancora stato dichiarato.