Gli utenti ‘deboli’ della strada rappresentano il 70% di coloro che perdono la vita o che restano gravemente feriti sulle strade urbane: secondo i dati rivelati da uno studio condotto dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti coloro che rimangono uccisi nel traffico urbano sono per 40% pedoni, per 18% motociclisti e per il 12 % ciclisti, mentre i feriti gravi si attestano rispettivamenter rispettivamente al 25%, al 22% e al 23%.

Lo European Transport Safety Council - ente no profit dedito alla riduzione del numero di morti e feriti nel settore dei trasporti in Europa – ha scattato una fotografia di ogni Paese europeo, e i dati relativi all’Italia sono particolarmente preoccupanti.

LA FOTOGRAFIA DELL'ITALIA IN MOTO - Emerge infatti che il 28% di tutti i decessi stradali nelle aree urbane in Italia è costituito da utenti delle due ruote motorizzate: per il 24% sono motociclisti e per il 4% ciclomotoristi.
Secondo i dati dello European Transport Safety Council  numero di motociclisti in Italia sta crescendo. La flotta di moto è aumentata del 3,6% dal 2015 e del 7,5% dal 2010, mentre il numero di ciclomotori registrati rimane stabile. C'è un motociclo ogni nove abitanti e un mezzo a due ruote motorizzate ogni sette abitanti comprendendo i ciclomotori. Il 36% di tutte le motociclette è immatricolato nei capoluoghi di provincia, il che significa che in Italia c’è una motocicletta ogni 7,4 abitanti.

Ben l'85% dei trasporti in città nel 2017 sono stati effettuati da autoveicoli privati: di questi i viaggi con veicoli motorizzati a due ruote rappresentano il 9% dei trasferimenti nelle grandi città (250.000 abitanti) e il 4% nelle città di medie dimensioni (50.000 - 250.000 abitanti) in Italia.
Un’approfondita ricerca condotta da ACI - Fondazione Caracciolo sulla sicurezza delle due ruote motorizzate a Roma evidenzia la necessità di azioni coordinate di sicurezza stradale su veicoli, infrastrutture e comportamento dei conducenti.

ABBIGLIAMENTO, BUCHE E VELOCITA' - Circa il 70% dei motocicli immatricolati in Italia ha più di 10 anni e non dispone di sistemi di sicurezza come l’ABS, che è molto efficace nel ridurre alcuni tipi di collisioni di motociclette. La mancanza di manutenzione stradale, in particolare la presenza di buche e tombini, è identificata come un importante fattore di rischio da quasi tutti i motociclisti a Roma.

Inoltre, sempre secondo la ricerca della Commissione Europea, i motociclisti tendono a sottovalutare l'importanza delle protezioni. I tassi di usura del casco sono del 99% e il 67% usa i caschi jet o demi-jet. Sulla base di un'indagine sull'attitudine dell'utente stradale, il 44% degli intervistati non usa guanti tecnici - o li usa solo occasionalmente, il 75% non indossa una giacca tecnica, il 93% non indossa stivali e pantaloni tecnici.

Emerge anche che i motociclisti di Roma di solito superano i limiti di velocità, hanno l'abitudine di attraversare linee continue, zigzagando attraverso il traffico e attraversano gli incroci con il semaforo giallo. Inoltre, un motociclista su quattro ammette di utilizzare uno smartphone mentre guida. Tre su quattro motociclisti riconoscono la necessità di migliorare i corsi di guida per ottenere la patente.

WEEKEND DRAMMATICO  - Intanto, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Asaps, l’associazione sostenitori della Polstrada, Sono stati 22 i motociclisti morti in incidenti stradali nello scorso fine settimana sul territorio nazionale. “Tacciamo di responsabilità quanti nella politica e nelle agenzie di controllo non intervengono per stoppare questa assurda catena di vittime”, commenta il presidente Asaps, Giordano Biserni, definendola una ”carneficina silenziosa di cui nessuno parla”.