La città di Zanka, in Ungheria, ha ospitato la pacifica invasione di cinquemila vespisti, per la tredicesima edizione dei Vespa World Days.

Sulle sponde del lago Balaton sono stati tre giorni di amicizia, avventura e amore per lo scooter più famoso del mondo, simbolo della tecnologia, dell’eleganza e dello stile italiani nel mondo.

Per le vie di Zanka dal 7 al 9 giugno hanno sfilato oltre 3.500 Vespa in tutte le versioni e di ogni epoca, arrivate da 40 diverse nazioni, in rappresentanza di altrettanti Vespa Club Nazionali, da tutta Europa ma anche da Hong Kong, Canada, Israele, Giappone, Filippine, Australia e Indonesia.

IL RADDOPPIO -  Vespa, in settantatré anni di vita, è diventato lo scooter più amato e diffuso (sono oltre 18 milioni le Vespa nel mondo) e si è affermata come fenomeno di costume, unendo nella comune passione intere generazioni di Paesi e culture lontane tra loro.

Già nel 1946, anno di nascita dello scooter, si costituirono i primi Vespa Club. Oggi si contano ben 49 Vespa Club Nazionali associati al Vespa World Club, che riuniscono migliaia di affiliati in ogni nazione.

Nel 2020 gli appuntamenti con i Vespa World Days saranno due: in Portogallo, a Guimarães dal 2 al 5 luglio e a Bali, in Indonesia dal 23 al 25 luglio.

LA STORIA -  I Vespa World Days si tengono ogni anno sotto l’egida del Vespa World Club, nato nel 2006 dall’eredità del Vespa Club d’Europe e poi della Fédération Internationale des Vespa Clubs. I Vespa World Days rappresentano la celebrazione del mito di Vespa, l’unico scooter capace di oltrepassare la sua funzione di veicolo facile ed elegante, ideale nel commuting quotidiano, per divenire un vero marchio globale, che incarna valori universali di giovinezza, stile e libertà.

Costruiti interamente in acciaio, tutti i modelli di Vespa - dalla prima 98cc del 1946 fino alle attuali Vespa Primavera e Vespa GTS - hanno vinto il tempo continuando a correre sulle strade del mondo, dando vita al fenomeno dei Vespa Club. Restaurate e curate, milioni di Vespa sono diventate oggetti amati e spesso tramandati di padre in figlio.