La quinta tappa della Superbike, in programma dall’11 al 13 maggio, si disputa all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, a pochi chilometri da Bologna.

UN PICCOLO NURBURGRING – L’autodromo, completato nel 1952, fu collaudato da Umberto Masetti (bicampione del mondo della 500) e Enrico Lorenzetti (un titolo iridato vinto nella 250). Quindici anni dopo ha ospitato la prima gara del Mondiale ma è  solo nel 1972 con la nascita della 200 Miglia di Imola che la pista acquista una notorietà planetaria.

Il tracciato è molto tecnico, con staccate veramente impegnative e di ogni tipo: non a caso Enzo Ferrari, a cui è stato intitolato insieme al figlio Dino, l’aveva definito “un piccolo Nurburgring”. La pista consta di 22 curve di cui 13 a sinistra, un brevissimo rettilineo d’arrivo (358 metri) e pendenze che raggiungono i 7,8 gradi. 

Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con 16 piloti del Mondiale Superbike, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari è un circuito altamente impegnativo per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, identico alle piste di Donington e Chang.

L’IMPEGNO DEI FRENI - Ogni giro le Superbike utilizzano i freni 12 volte, valore superato solo da Losail che però è più lunga di 450 metri. In Bahrain comunque l’impiego dei freni è di 31 secondi e mezzo al giro mentre ad Imola supera i 32 secondi, record per l’intero Mondiale 2017. In totale i piloti usano i freni per il 30 per cento della durata della gara.

La presenza di curve da prima, seconda, terza e quarta marcia si traduce in una decelerazione sul giro alta ma non altissima: gli 1,14 g dalle derivate di serie che usano dischi in acciaio sono comunque superiori ai valori ottenuti dalla MotoGP con dischi in carbonio a Jerez, Austin e Termas de Rio Hondo.

Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 950 kg, equivalenti al peso in ordine di marcia di cinque Ducati 1299 Panigale S dotate di pinze Brembo monoblocco evo M50.

LE FRENATE PIÙ IMPEGNATIVE - Delle 12 frenate dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari 2 sono considerate altamente impegnative per i freni, mentre 7 sono di media difficoltà e 3 sono light.

La più dura in assoluto è la Variante del Tamburello (curva 2) perché le Superbike vi arrivano a 289 km/h e scendono in pochi istanti a 104 km/h al termine dei 188 metri della frenata. I piloti usano i freni per 4 secondi con un carico sulla leva di 5,8 kg, uno dei più alti dell’intero Mondiale, e subiscono una decelerazione di 1,5 g, superiore di 0,38 g alla frenata della Lamborghini Aventador da 200 a 0 km/h.

I freni sono sottoposti ad un forte stress anche alla Variante Alta (curva 14): le Superbike passano da 235 km/h a 91 km/h in 141 metri che percorrono in 3,2 secondi. La pressione del liquido Brembo nell’impianto frenante arriva a 11,3 bar, cioè quasi il quadruplo della pressione di una bottiglia di spumante.

La Tosa (curva 7) è invece la curva affrontata alla velocità più bassa: 70 km/h dopo una decelerazione di 123 km/h completata in 114 metri e 3,4 secondi.

Prestazioni Brembo - Le moto con freni Brembo si sono aggiudicate tutte le ultime 6 gare del Mondiale Superbike corse all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Nel 2015 ha trionfato Jonathan Rea con la Kawasaki, nel 2016 e l’anno scorso Chaz Davies con la Ducati. E fu proprio la Ducati, nel 2001 con Ruben Xaus, a vincere la prima gara del Mondiale Superbike corsa ad Imola, naturalmente con freni Brembo.