Un particolare “sport” nel quale si sono dilettati fior di preparatori, sfornando kit di trasformazione a profusione. Un altro segreto del Ciao era il suo eccezionale equilibrio, così che giovani funamboli erano capaci di percorrerci centinaia di metri su una ruota. Non era un comportamento politically correct, si rischiava la multa, però che soddisfazione... Sembrava intramontabile, il Ciao, e invece la rigidità delle leggi antinquinamento e le gabelle che hanno affossato i cinquantini hanno finito per metterlo fuorigioco.

Ma attenzione, il Gruppo Piaggio sta pensando a un suo clamoroso ritorno, con un Ciao rivoluzionario quanto lo fu quello di cinquant’anni fa.

Due i presupposti imprescindibili perché questo accada: dovrà avere un motore elettrico e dovrà costare poco. Quanto poco? 2000 euro, non di più, un prezzo da fare invidia (e concorrenza) alle biciclette a pedalata assistita.

Che cosa manca perché l’idea si traduca in realtà? La batteria giusta, quella che possa assicurare autonomia, affidabilità, prestazioni. Ma non è un segreto che lo sviluppo, sul fronte delle batterie, corra piuttosto veloce. Aspettiamo fiduciosi.