Quella dei limiti sulle strade è una materia sempre più controversa, dove le differenti interpretazioni dei dati statistici, soprattutto in materia di incidentistica, possono determinarte scelte legislative diametralmente opposte tra stato e stato. E così, se in gran parte dei Paesi UE (Italia compresa) sulle strade extraurbane secondarie vige il limite di 90 km/h (salvo diversa indicazione), c’è anche chi propone scelte differenti: come Germania ed Austria, dove si marcia alla velocità di 100 km/h, cui si contrappone la Svezia, con il limite più severo: 70 Km/h.

E’ DI QUESTI GIORNI la notizia della scelta del Governo di Parigi di abbassare i limiti sulle strade del paese da 90 a 80 Km/h. Il Primo Ministro Edouard Philippe ha spiegato che la misura si rende necessaria per abbassare l'elevato numero di morti e feriti causati da incidenti stradali. Riducendo il limite sulle strade secondarie ad 80 km/h, la Francia si allinea a Paesi Bassi, Svizzera e Norvegia.

MA NON MANCANO VOCI CRITICHE su questa modifica al codice della strada. Molti, ad esempio, si rifanno al caso danese. Qui, con una misura esattamente opposta, si è deciso di alzare il limite massimo da 80 a 90 Km/h, dopo aver constatato - in seguito ad un periodo di scrupolosa sperimentazione - la diminuzione degli incidenti su strade con maggiore velocità consentita. E poco convince, poi, l'obiezione del dato svedese - paese col limite più basso che può vantare anche il più basso numero di vittime della strada - visto il tipo di viabilità non esattamente confrontabile con quella di altre nazioni con traffico su gomma molto maggiore e disordinato (e quindi, per forza di cose, con maggiore probabilità di sinistri).