Quando scattava il verde al semaforo le vedevi sparire via in una nuvoletta di fumo azzurro. Difficile, qualche volta, non voltarsi indietro e ripensare alle emozioni provate in sella a certe terribili “piccolette” di qualche decennio fa. Aprilia RS, Cagiva Mito, Suzuki RGV, solo per citarne alcune. Erano altri tempi... quelli dei 2 Tempi. Un’era motociclistica che ha nutrito la passione di tanti riders di oggi, a cui non dispiacerebbe poggiare di nuovo le natiche su una “sella” così.

NOVITA' DI SOSTANZA - Forse, per questo i tentativi di riportare in auge i 2 tempi sportivi in questi anni non sono certo mancati. Poche volte, però, il tutto si è concretizzato in un progetto credibile come quello realizzato dall’italianissima Vins con la Duecinquanta vista all’ultimo EICMA. Una sportiva proposta in due versioni, una omologata per uso stradale e una dedicata alle competizioni, animata da un bicilindrico a V di 90° da 288 cc, ovviamente 2T. Cambio estraibile a 6 rapporti, doppio albero controrotante e una potenza che arriva a toccare gli 80 CV (90 sulla versione da pista), sono il biglietto da visita di questo propulsore che, grazie all’iniezione diretta, dovrebbe rientrare facilmente nella stringente normativa Euro4.

DAL PUNTO DI VISTA TECNICO, i “ragazzi Vins” fanno tesoro di tutta l’esperienza maturata in Ferrari. Partiamo da un dato, il peso: meno di 95 kg per la versione stradale. Davvero niente male! A sostenere la moto troviamo un telaio monoscocca portante in fibra di carbonio concettualmente simile a quelli usati sulle auto da F1; ma anche una sospensione anteriore (non sarebbe corretto chiamarla forcella) a triangoli sovrapposti, che permette di variare le quote ciclistiche con una certa facilità, alla ricerca del setup perfetto; al posteriore, invece, c’è un avveniristico mono in posizione orizzontale che lavora su entrambi i lati.

AL PASSO COI TEMPI? - Se si considera la dotazione tecnica, il progetto Vins Duecinquanta, rispetto ai tempi, è persino avanti. Per quanto riguarda il mercato, invece, l’affare si complica. Basta dare uno sguardo alla direzione intrapresa dai listini - sempre meno sportive - e dalla ricerca - sempre più sistemi di propulsione alternativa, a emissioni zero - per capire quanto il successo commerciale di una produzione del genere, al di fuori di un pubblico di nicchia, non sia affatto scontato. E poi la spada di damocle: dando per scontata l’omologazione Euro4, dal 2020 ci sarà l’Euro5, ancora più severa e restrittiva. E qui sarà tutto da vedere, sebbene le capacità tecniche di chi porta avanti "casa Vins" lascino ben sperare. Per il momento, allora, osserviamo entusiasti e incuriositi… aspettando di capire come andrà.

E a questo punto, se sentite prudere la manetta, meglio iniziare a mettere da parte qualche euro: la Vins Duecinquanta stradale avrà un prezzo di listino a partire da 40.000 euro, mentre ce ne vorranno 50.000 per la versione corsa.