Il biker milanese Luca Colombo è entrato nel Guinness dei Primati il 30 luglio scorso, con il record di percorrenza su acqua dolce, compiendo la traversata del Lago di Como nel tratto di 5,5 km che separa Gravedona da Colico alla velocità di oltre 43 nodi (80 km/h circa), pari a oltre 21 metri al secondo. Dal 21 al 26 settembre Luca Colombo sarà presente al Salone Nautico.

LA MOTO DI LUCA COLOMBO è allestita con pattini nautici e una gomma dotata di pale speciali che le forniscono la spinta idrodinamica necessaria a far planare sull’acqua gli oltre 230 kg di stazza a pieno carico a una velocità minima di 22 nodi (40 km/h). Questo significa che il pilota, per non affondare, ha sempre dovuto tenere il gas spalancato nonostante il moto ondoso.

Trovarsi soli con 250 metri di acqua sotto alla moto e la certezza di inabissarsi se qualcosa va storto ti fa capire che non puoi scherzare con la sicurezza: sono uno sportivo, non un incosciente!” dice il trentottenne Luca Colombo. “Indosso un giubbotto e due dispositivi di galleggiamento Kingii ai polsi che con peso e ingombro minimi garantiscono una spinta di galleggiamento di oltre 150 Newton e affido la mia sicurezza in acqua e quella della moto ad una carovana tecnica coordinata dal Team di Aquabike da soccorso K38 Italia sotto la guida di Fabio Annigoni ex campione italiano di moto d’acqua e fondatore di K38 Italia.

MEGLIO DI GUY MARTIN - L’acqua dolce offre una spinta di galleggiamento minore rispetto al mare ed è più difficile rimanere a galla: per questo sono state studiate meccaniche e un set up del tutto inediti. Ci aveva provato l’inglese Guy Martin facendo planare la moto per 80 metri sull’acqua, ci è riuscito sull’oceano di Haiti l’australiano Robbie Maddison ma una traversata di 5,5 km su un bacino di acqua dolce senza mai mollare il gas non si era ancora vista: per questo Luca, appassionato motociclista e già organizzatore del Lario Motor Show, ha messo a punto insieme all’amico preparatore motoristico e vice campione italiano di Enduro Carlo Gelmi e a Giorgio Lumini, vero guru delle corse a due ruote che ha contribuito per la parte fluidodinamica, una Suzuki Valenti 450 fornita dalla scuderia Lissonese che, dotata di appositi pattini e sistemi di galleggiamento di emergenza, ha planato sulle acque senza fermarsi.