Il circuito "Icer Rosa Ring" di Riva Valdobbia, in provincia di Vercelli ha ospitato la "Snow quake", una gara in moto su ghiaccio, organizzata da Sideburn e Deus Ex Machina e promossa da Yamaha Faster Sons. La pratica è molto conosciuta negli Stati Uniti e nel Nord Europa. 

Lo Snow Quake è una delle gare di moto più pazze che ci sono in Italia: pazzo è il concept, pazzo è l’aspetto delle moto, un po’ pazzi sono quelli che partecipano”, dicono gli stessi organizzatori. “In un clima a dir poco difficile, con punte di meno 15 gradi, circa 50 appassionati di moto custom, chiodate per l’occasione, si sono sfidati a metà gennaio su un ovale ghiacciato del circuito Ice Rosa Ring”.

Il concept è nato l’anno scorso: la rivista inglese Sideburn e Deus Ex Machina hanno pensato che otto ore di gara al freddo potessero essere compensate - a ragione - dalla passione e dallo spettacolo. L’originalità di Snow Quake sta anche nei suoi partecipanti, tutti piuttosto pittoreschi. Inoltre, per l’occasione, hanno dovuto chiodare le gomme delle proprie moto a mano, come si faceva un tempo. Prima in Italia non c’era stato nulla di simile.

Alla seconda edizione dello Snow Quake hanno partecipato circa 50 motociclisti, suddivisi in tre categorie: “racers” (moto da competizione), “vintage” (moto commercializzate prima degli anni Ottanta), “inappropriate” (moto da strada usate su un terreno inadatto, come quello dello Snow Quake). Allo Snow Quake ci sono tre sessioni di gara per le tre diverse categorie di moto. Ci sono quindi tre vincitori per ogni categoria, che poi si sfidano nella cosiddetta “Super Finale”, vinta quest’anno da Giovanni Bussei in sella a una Honda 250 cc. 2 tempi. Il vero spirito di Snow Quake non è legato però alla pura competizione: “La nostra parola chiave è divertimento”, dice Alessandro Rossi di Deus Ex Machina Milano. “Quello che si vuole offrire agli spettatori è uno show unico e bizzarro, accompagnato da un sottofondo di musica rock e un odore di salamella alla griglia”.

La passione per le moto di Deus Ex Machina è nata circa dieci anni fa in Australia con l’idea di unire moto e surf, due mondi a quel tempo ancora poco connessi: “E' stato Deus a realizzare la prima moto customizzata con porta surf”, spiega Alessandro Rossi. “Deus, in un certo senso, ha contribuito a far evolvere il concetto stesso di customizzazione, portandolo non solo nell’ambito delle moto, ma anche del surf, delle bici e delle tavole da snowboard, a beneficio della qualità, del divertimento e del design”. Ogni pezzo è unico e innovativo: proprio come la moto con porta surf o lo scooter customizzato in alluminio con porta bici. Negli ultimi anni il mondo delle moto customizzate è entrato nel radar delle grandi case di motociclette. Si è passati dal pezzo unico e “rimediato” alla meglio a quello costruito come oggetto di design. “Il futuro del custom sarà un futuro fatto di innovazione: noi vogliamo specializzarci in moto di nicchia sempre più all’avanguardia, reinterpretando i modelli vintage in chiave contemporanea. Non vogliamo oggetti solo belli da vedere, devono poter essere utilizzati in strada, nelle gare e nei circuiti”.