Le condizioni meteo proibitive in molte aree del centro-sud hanno giocato un ruolo negativo sul mercato italiano delle due ruote a motore. 

Marcia indietro, quindi, per le immatricolazioni delle due ruote motorizzate in Italia, con 9.721 scooter e moto e un deludente -12,1% nel mese di gennaio. In particolare soffrono le moto con 4.319 unità registrano un -12,4% mentre gli scooter realizzano 5.402 vendite pari al -11,9%. I “cinquantini” con 1.145 registrazioni e un -15,7% tornano a perdere volumi. Il mese di gennaio vale intorno al 5% sul totale vendite dell’anno.

“L’inizio del 2017 non è soddisfacente per il nostro mercato, sicuramente il cattivo tempo che ha reso impraticabili le strade in molte zone d’Italia ci ha penalizzato”, ha detto Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori. “Inoltre a dicembre abbiamo avuto una forte spinta promozionale sui veicoli Euro 3, che probabilmente ha generato anticipi all’acquisto. Tuttavia ci sono anche altri fattori che non consentono il consolidarsi dei segnali di ripresa degli ultimi mesi. Permane un clima di incertezza sia sul fronte politico che finanziario e questo non favorisce di certo la domanda interna. La situazione dell’occupazione è sostanzialmente ferma, con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%. Infine anche il prezzo del petrolio è in crescita, con riflessi sui costi di gestione dei veicoli.

“Dobbiamo necessariamente ripetere che le modifiche al Codice della Strada, ferme da anni, potrebbero fornire elementi di rilancio per il nostro settore”, aggiunge Corrado Capelli. “Come l’eliminazione del vincolo dei 150cc per accedere alle autostrade, in modo da mettere gli utenti italiani nelle stesse condizioni di tutti gli altri in Europa, dove si circola anche con i 125cc, che si possono guidare anche con la patente B per l'auto. Ancora la possibilità di utilizzare le corsie preferenziali consentirebbe di elevare il livello di sicurezza nelle città così come l’utilizzo dei proventi delle multe da investire nelle infrastrutture dedicate anche agli utenti delle due ruote, può incentivare più persone a viaggiare sui nostri veicoli. Confindustria Ancma moltiplicherà gli sforzi per ottenere risposte concrete alle nostre proposte, finalizzate ad una mobilità sostenibile”

Negli scooter con cilindrata superiore a 50cc, il dettaglio per cilindrata delle immatricolazioni mostra una perdita di volumi per i 125cc con 1.952 unità e un -11%, seguiti dagli scooter tra 300-500cc con 1.873 pezzi e un -5,7%. In decremento le cilindrate da 150 fino a 250cc con 1.272 veicoli immatricolati, pari al -17.8%; battuta d’arresto anche per i maxiscooter oltre 500cc con 305 vendite e un -25,6%.

Nelle immatricolazioni moto l’andamento delle cilindrate è più articolato. A gennaio, il segmento più importante risulta quello oltre 1000cc con 1.336 moto e un +9,2%, l’unico in positivo. Seguono le 800-1000cc con 1.290 unità e un -20,1%. Le medie cilindrate tra 600 e 750cc con 582 pezzi flettono di un -10,6%. Scendono anche le 300-600cc con 611 moto e un -21,7%, così come le 150-250cc con 181moto e un -19,2%. Infine le 125cc con 319 moto e un arretramento pari al -27%.

L’analisi per segmenti delle moto vede al primo posto le enduro stradali con 1.537 pezzi e un -28,1% (la moto più venduta è la BMW R1200 GS Adventure, nella foto in apertura). Al secondo posto si piazzano le naked con 1.179 unità segnano un -7,1%; in recupero le moto da turismo con 712 pezzi pari al +9%; seguono in positivo le custom con 319 pezzi e un +10,4%. Flettono le sportive con 239 vendite e un -21,4%, infine le supermotard si riprendono con 188 moto pari al +17,5%.