Yamaha SCR950, la Scramb Yamaha SCR950, la Scrambler della Casa di Iwata, è stata presentata a Intermot lo scorso anno ed è già diventata protagonista di una “trasformazione” Yard Built. A realizzare la special è Jeff Palhegyi Designs, un customizer del sud della California, che da oltre 20 anni è conosciuto per le sue personalizzazioni proprio sulle Yamaha. Da quando ha iniziato a collaborare con la Casa dei tre diapason, ha realizzato oltre settanta custom, e l’arrivo della SCR950 non poteva che portare ad una nuova customizzazione da parte di Jeff Palhegyi. 

La SCR950 è una moto che può soddisfare diverse necessità”, ha commentato il coordinatore europeo del Marketing in Casa Yamaha, Cristian Barelli. Sia che tu voglia fare una gita al mare oppure in montagna, è una moto versatile che può dare esperienze di guida totalmente diverse, senza perdere di vista il divertimento che caratterizza le Yamaha della linea Sport Heritage. La realizzazione di Palhegyi ci piace molto. E’ riuscito a creare una scrambler sorprendente che non perde nessuna delle caratteristiche di guida della SCR950”.

“Dopo aver visto la SCR950 per la prima volta, sapevo che sarebbe stata una moto divertente da personalizzare”, ha detto Palhegyi. “Ma volevamo fare qualcosa di diverso. Durante la presentazione alla stampa ho visto il Big Bear Scrambler vicino alla SCR950 e mi è venuta l’ispirazione”.

Il progetto finito è un omaggio alla Big Bear Scrambler. Il telaietto posteriore è nuovo e offre il sostengo ad una sella triangolare con tessuto borchiato mentre le sospensioni posteriori sono le Fox RC1 Podium.

Per sottolineare lo spirito d’avventura, parafanghi corti e pneumatici tassellati montati su cerchi a raggi Ride Wright, e poi tabelle portanumero e scarichi alti e corti. Ai lati del serbatoio fanno bella mostra di sé le guancette in pelle. Il manubrio Renthal ha paracolpi rivestiti in pelle Duane Ballard Custom.

Sono molto soddisfatto di questa realizzazione”, ha detto Palhegyi. “Devo ringraziere il mio team, che mi ha permesso di far diventare realtà quello che era un concept artistico”.