Vespa di Piaggio da 70 anni è sempre in viaggio. E' diventata simbolo di libertà e fenomeno di costume, leggenda dell'ingegno e del design italiano, esposta al MoMA il Museum of Modern Art di New York e copiata in mille modi. Il suo compleanno sarà a breve, il 23 aprile: quel giorno del 1946 fu depositato a Firenze il brevetto per una "motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica". Il mito di Vespa è nato insieme al veicolo. Tanto da spingere molti, già dal 1946, ad associarsi nel nome di Vespa. Nacquero così i primi Vespa Club. Prima in Italia poi all’estero, una storia fatta di passione che ha portato, nel 2006, in coincidenza con il 60° anniversario di Vespa, alla nascita del Vespa World Club. Il sorgere dell’associazionismo tra Vespisti è legato alla diffusione della Vespa sui mercati internazionali: nel 1953 le stazioni di servizio Piaggio nel mondo sono già oltre 10.000, dall’Europa, all’Asia all’America. I Vespa Club accomunavano nel mondo già allora oltre cinquantamila appassionati. Ma sin dagli anni Quaranta Enrico Piaggio - coadiuvato dal giornalista sportivo Renato Tassinari - aveva organizzato convegni e raduni, creando attorno a Vespa un’atmosfera d’interesse crescente con ogni tipo di iniziative, tra le quali la fondazione e diffusione dei Vespa Club, organizzazioni di fans di Vespa, capaci non solo di diffondere l’immagine dello scooter, ma di documentare l’efficienza della rete commerciale e di assistenza. Nel 1948, in occasione della Fiera Campionaria di Milano, i Vespa Club nazionali organizzano un rally dal nome “sciame d’argento”, per il caratteristico colore verde argentato della prima Vespa. E’ il primo grande raduno. Nel 1951 alla Giornata Italiana della Vespa partecipano 20.000 Vespisti. Per tutti gli anni ’50 furono all’ordine del giorno gare di ogni tipo, giri regionali e nazionali in Italia e all’estero (celebri il Giro della Svizzera, il Giro dei tre Mari su un percorso di 2.000 Km, l’Audax Femminile, la 1.000 Km). Viaggiare e incontrarsi in Vespa diventa sinonimo di libertà, di fruibilità degli spazi, di più facili rapporti sociali: insomma la Vespa diventa un fenomeno di costume che caratterizza un’epoca e che trova testimonianze infinite nel cinema, nella letteratura, nelle immagini pubblicitarie di molti prodotti, nei comportamenti di una società che cambia e che vuole uscire rapidamente dalla distruzione della guerra. Il Vespa Club Europa viene fondato a Milano l’8 febbraio 1953, per volontà unanime dei delegati rappresentanti dei Vespa Club d’Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Svizzera, allo scopo di coordinare e sviluppare i rapporti, le iniziative e i collegamenti tra i Vespisti dei singoli Paesi. Due mesi dopo la costituzione, alle sei nazioni fondatrici si aggiungono Austria, Danimarca, Gran Bretagna, Portogallo, Spagna e Svezia. Nasce successivamente il Vespa Club Mondial, che verrà denominato - insieme a quello europeo - Fédération Internationale des Vespa Clubs (sciolta il 30 novembre 2005). Il 14 marzo 2006 è nato il Vespa World Club, che raccoglie le funzioni di coordinamento e di promozione di tutte le organizzazioni vespistiche del mondo. Questa nuova associazione, della cui costituzione Piaggio è stata promotrice, è nata per fare tesoro delle migliori esperienze e iniziative messe in campo dai vespisti delle diverse nazioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle associazioni nazionali e di essere al fianco di tutti i Vespa Club. Ad oggi sono 40 i Vespa Club Nazionali associati, e i soci sono oltre 60.000 in tutto il mondo. Impossibile quantificare il numero di appassionati di Vespa, o le pagine web di Internet dedicate allo scooter più popolare e famoso in tutto il mondo. Ogni anno i club nazionali Vespa e appassionati provenienti da tutto il mondo si riuniscono per i Vespa World Days. (Nella foto in evidenza: Vespa raduno di Alba)