La casa di pneumatici italiana, dopo essersi aggiudicata (per la dodicesima volta consecutiva) lo scorso settembre il bando di concorso indetto da Dorna e dalla Federazione Motociclistica Internazionale, sarà fino al 2018 al fianco di tutti i team e i piloti per accompagnarli in una stagione che, ancora una volta, saprà regalare emozioni e spettacolo a tutti gli appassionati di due ruote . Anche nel 2015 a fare da cornice al debutto del Campionato sarà lo spettacolare circuito dell’isola di Phillip Island, situato nell’Australia meridionale sull’omonima piccola isola 150 chilometri a sud di Melbourne, regione di Victoria. Il primo appuntamento stagionale si svolgerà dal 20 al 22 febbraio ma in realtà tutti i team sono già in pista dal lunedì per i consueti test ufficiali che precedono l’inizio della stagione. Come ad ogni round, Pirelli porterà diverse soluzioni anteriori e posteriori sia per i piloti Superbike che per quelli Supersport, nel caso di Phillip Island ci saranno diverse soluzioni di sviluppo sviluppate ad hoc per questo circuito che, notoriamente, è uno dei tracciati più impegnativi in assoluto a livello internazionale per tutti i costruttori di pneumatici. Quello di Phillip Island è un circuito abbastanza datato, costruito nel 1956, che presenta un layout tanto affascinante, con un alternarsi di curve veloci e ad ampio raggio spezzato da due soli tornantini dove è facile sorpassare, quanto difficile ed impegnativo per gli pneumatici. Il rettilineo più lungo è situato davanti ai box, è in discesa e si raggiungono velocità di punta tra le più elevate di tutti i circuiti in calendario. Due anni fa, nel dicembre 2012, il circuito è stato completamente riasfaltato, il che ha reso il circuito molto più abrasivo ma, allo stesso tempo, ne ha decisamente aumentato il grip. A Phillip Island gli pneumatici sono sottoposti ad un forte e costante lavoro termo-meccanico, soprattutto sul lato sinistro per via dal layout del tracciato, e solitamente si assiste ad un surriscaldamento di una zona dello pneumatico ma al contempo si è anche sull’angolo massimo di piega che genera forze di deriva diverse con torsione e lavoro obliquo molto forti. Phillip Island ha quindi la caratteristica di essere un circuito capace di generare allo stesso tempo sia stress meccanico che stress termico costanti per gli pneumatici. Una parte del tracciato molto conosciuta e temuta da gommisti e piloti è la parabolica Southern Loop, la più lunga tra tutte le curvature presenti nei circuiti del Campionato Mondiale eni FIM Superbike con un raggio medio-largo che obbliga ad una percorrenza a gas pieno ad  angolo di piega fisso per un lasso di tempo molto lungo. Gli pneumatici sono così chiamati a lavorare sotto stress per diverso tempo con sforzi meccanici localizzati su una piccola fascia di battistrada che fa registrare un aumento rapido di temperatura la quale causa una perdita di aderenza sull’asfalto che a sua volta, per via dello sfregamento tra battistrada e manto stradale, determina un ulteriore aumento di temperatura per attrito con conseguente asportazione di materiale. A prescindere dalle condizioni climatiche a Phillip Island si assite quindi ad un aumento elevato di temperatura capace di provocare una decomposizione termica della mescola, ovvero il fenomeno meglio noto come blister, che può essere limitato soltanto dall’abilità del pilota e da una messa a punto minuziosa dell’elettronica. A questo si deve aggiungere come aggravante l’elevata temperatura che di solito si incontra in questa stagione sull’isola e che, ovviamente, non fa che incentivare il processo dannoso sopra descritto. Il nuovo asfalto inoltre se da un lato, come detto, presenta un buon grip che permette di ridurre gli scivolamenti, dall’altro lato è decisamente aggressivo con un elevato tenore di abrasione e per questo anche l’usura degli pneumatici anteriori è un altro aspetto che dovrà essere tenuto in considerazione con attenzione. Anche quest’anno Pirelli ha comunque studiato diverse soluzioni atte a permettere un regolare svolgimento delle gare e a contrastare le molteplici insidie del circuito australiano. Le soluzioni Pirelli per le classi Superbike e Supersport: Proprio per fronteggiare le peculiarità del tracciato e mettere i piloti nelle migliori condizioni per correre Pirelli ha progettato diverse soluzioni di sviluppo. Come sempre a Phillip Island, essendo una tappa extraeuropea, saranno presenti i soli piloti delle classi Superbike e Supersport, per un totale di 3515 pneumatici portati da Pirelli. Le statistiche 2014 Pirelli per Phillip Island:  • Numero totale di pneumatici portati da Pirelli: 3580 • Numero di soluzioni (asciutto, intermedia e bagnato) per la classe Superbike: 4 anteriori e 7 posteriori • Numero di soluzioni per la classe Supersport (asciutto, intermedia e bagnato): 4 anteriori e 4 posteriori • Numero di pneumatici a disposizione di ogni pilota Superbike: 30 anteriori e 48 posteriori • Numero di pneumatici a disposizione di ogni pilota Supersport: 31 anteriori e 29 posteriori • Best Lap Awards Superbike vinti da: Chaz Davies (Ducati Superbike Team),in 1'30.949 (2° giro) e Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team), in 1'31.421 (12° giro) • Best Lap Awards Supersport vinto da: Roberto Tamburini (San Carlo Puccetti Racing), in 1’33.883 (4° giro) • Temperatura in Gara 1: aria 21° C, asfalto 32° C • Temperatura in Gara 2: aria 22° C, asfalto 48° C • Velocità massima raggiunta dagli pneumatici Pirelli Diablo Superbike in gara: 321,4 km/h, realizzata in Gara 2 da Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) al 2° giro • Velocità massima raggiunta dagli pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa nella gara Supersport: 280,5 km/h, Jules Cluzel (MV AGUSTA RC-Yakhnich Motorsport) al 5° giro.

 Fiammetta La Guidara