Ormai anche d'inverno molti motociclisti non rinunciano alla loro passione e usano comunque la moto.  Colpa o merito di questa tendenza sono i più svariati motivi: la comodità delle due ruote in città è ormai irrinunciabile, tecnologie sempre più avanzate rendono la moto più sfruttabile e sicura anche in condizioni meteo avverse e infine non si può proprio tralasciare il fenomeno dei raduni invernali, a cui partecipano sempre più centauri. E' quindi ormai molto importante introdurre anche nel mondo motociclistico un tema tradizionalmente più sentito nel settore delle automobili: quello delle gomme invernali. Ordinanze e regolamenti disciplinano, già da tempo, la guida sulle quattro ruote nella stagione invernale: spesso e volentieri le catene o i pneumatici adatti sono obbligatori. Sulle moto per ora ( e per fortuna?) non si ha notizia di normative in materia ma questo non vuol dire che il problema non si ponga. E' anzi una tematica fondamentale, perché su mezzi che hanno già meno superficie su cui "contare" bisognerebbe che almeno quel poco aderisse bene... Bisogna  quindi sapere che esistono in commercio pneumatici adatti alle temperature più rigide: M+S ("mud and snow" ovvero fango e neve) è la sigla che li accomuna. Una mescola con una maggiore quantità di silice mantiene la gomma più morbida e le permette di aderire meglio all'asfalto. Un'altra soluzione è poi quella del battistrada lamellare. Purtroppo, essendo ancora un prodotto di nicchia, tali pneumatici sono poco reperibili e spesso dedicati solo ad alcuni modelli di scooter, moto da enduro e maxienduro. Ovviamente anche l'eventuale montaggio di gomme termiche non permetterebbe una guida senza rischi in condizioni di neve abbondante e ghiaccio ( oltretutto è spesso vietata la circolazione alle moto in tali frangenti): sarebbe almeno necessario l'utilizzo di catene, e ad oggi in Italia non ne esistono di omologate per le due ruote. E' bene comunque, ancora prima di munirsi delle migliori tecnologie e di attrezzature all'avanguardia, ricordare che va sempre usato il cervello.   Giulia Cassinelli [gallery ids="15854,15853"]