Come tutti sapranno siamo ormai alle porte della Dakar. L'emozionante rally ideato dal pilota Thierry Sabine (che si era perso nel deserto durante un altro raid, la Abidjan-Nizza) ha inizio nel lontano 1979 e da allora non ha "quasi" mai smesso di tenere viva l'attenzione del pubblico di tutto il mondo. Prima si correva nei territori africani, oggi, a causa dell'instabilità politico-sociale della zona,  la cornice è cambiata: teatro delle "eroiche" gesta sono gli immensi spazi sudamericani . Il succo però è sempre lo stesso: avventura, adrenalina e competizione. Oltre ai piloti, alle incredibili e a volte terribili vicende accadute e ai suggestivi e remoti paesaggi esplorati, sono state le moto le grandi protagoniste. Mezzi potenti e performanti che dovevano e devono affrontare migliaia di chilometri in condizioni estreme e percorsi tremendamente impegnativi. Obbiettivo ultimo la vittoria, certo ma anche solamente arrivare era ed è ancora un arduo traguardo. Alcune di queste moto hanno segnato profondamente la storia della Dakar e l'immaginario collettivo dando vita a versioni commerciali di grandissimo successo. Ecco quelle che secondo noi hanno maggiormente colpito nel segno (1979-2002). Yamaha XT 500: ebbe un successo straordinario durante le prime edizioni del rally in configurazione praticamente standard (a parte serbatoi maggiorati e portapacchi). Vinse moltissimo: anche  Cyril Neveau la portò sul gradino più alto del podio nel '79 e nel 1980. BMW R 100 GS: l'arrivo della bicilindrica tedesca segnò la fine dell'egemonia della Casa dei tre diapason. Vinse nel 1983 con Auriol e nel 1984 e '85 con Gaston Rahier. Honda NXR 750: il grandissimo successo della Africa Twin inizia con questa bicilindrica da competizione arrivò sui due gradini più alti del podio (nel 1986) con Cyril Neveu e Gilles Lalay. Fu solo la prima di quattro vittorie consecutive per l'amatissima Honda. Suzuki DR-Z 800: fu portata in gara anche dal fortissimo Rahier nella Paris-Dakar del 1988 ma non riuscì ad andare oltre la 9° posizione assoluta. L'enorme monocilindrico giapponese ebbe però un grande successo commerciale proprio per le sue incredibili prestazioni e "misure" (la DR Big venne prodotta fino al 1997 senza particolari modifiche). Gilera RC 600: la Casa di Arcore con questa moto torna ad essere grande nelle competizioni. La versione ufficiale ottenne numerose vittorie di tappa e vinse nelle categorie Silhouette e Marathon. Dalla versione da 600 cm3 nascerà il prototipo RC 750 R. Cagiva Elefant: motore derivato dalla Ducati 900SS, livrea Lucky Explorer e piloti italiani: Orioli e De Petri. Il 1990 è l'anno della svolta per la Casa italiana. La Elefant, avvantaggiata anche dall'assenza di Honda in forma ufficiale, riuscì a guadagnare gli allori africani. Yamaha YZE 750-850 T: nel 1991 Yamaha decise di dare una svolta introducendo il bicilindrico con la sua Super Téneré da competizione. Fu la scelta giusta: la YZE si rivelò regina della competizione guidata da Stéphane Peterhansel nel '91 e per i due anni successivi. BMW F 650 RR: la monocilindrica tedesca, accreditata di 75 cavalli ed allestita assieme a Touratech, venne portata al successo da Richard Sainct per due edizioni consecutive: 1999 e 2000. KTM 950: dopo l'entusiasmante debutto al Rally dei Faraoni nel 2001, la bicilindrica austriaca viene portata al trionfo dal fortissimo pilota italiano Fabrizio Meoni che ne curò anche lo sviluppo. Lo sfortunato pilota fiorentino morì pochi anni dopo, nel 2005, durante quello che avrebbe dovuto essere il suo ultimo raid per complicazioni dovute ad una terribile caduta. Nella gallery potete ammirare queste moto e le loro evoluzioni in allestimento Dakar.   Giulia Cassinelli