Con il suo lungo serbatoio affusolato dalla forma inconfondibile, la piccola sella che segue perfettamente l’andamento del telaio e l’elegante livrea con telaio argento e serbatoio azzurro metallizzato, il Champion ha mandato letteralmente in orbita i centauri teenager fedeli ai modelli sportivi. 

TRATTO DISTINTIVO - Tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, il Champion ha rappresentato senz’altro la nuova frontiera del segmento. Vantava uno splendido telaio a doppia culla in tubo con fazzoletti di rinforzo in lamiera stampata sulle giunzioni. Questo accorgimento, che conferiva rigidità all’insieme, diventerà anche un tratto distintivo particolarmente apprezzato, e questa conformazione equipaggerà molti dei modelli Testi per gran parte degli anni ’70. Il diametro dei cerchi scendeva dai canonici 18” presenti sulla gran parte dei cinquantini sportivi, ai 17”, mentre i pneumatici aumentavano in larghezza arrivando alla misura di 2.50. 

100 KM/H - La linea filante, unitamente alle gomme più basse e larghe, lo rendevano più compatto, e l’estetica ne guadagnava. Il generoso motore Minarelli a sei marce (si poteva scegliere tra la motorizzazione P4 o P6) in conformazione Export con il carburatore da 20 mm poi, riusciva a spingerlo fin quasi ai fatidici 100 km/h, dando al mezzo un’aurea ancora più esclusiva.  

LA FRANCIA E IL LUSSO - A dimostrazione della bontà del prodotto ci sarà anche un notevole successo all’estero, specialmente in Francia dove gli accordi con la Gitane gli consentiranno un’ottima diffusione sul territorio con il nome Gitane-Testi. 
Al Champion Standard nel 1971 venne affiancata la versione Lusso (meno grintosa), con il motore Minarelli P6SS. Dal 1974 questa versione venne aggiornata con un freno anteriore a disco, una sella con codino e un cupolino (optional). Sarà poi la volta del Champion Special motorizzato Minarelli P4/P6.