Ercole Colombo è nato a Gerenzano, in provincia di Varese, e fin da giovane è stato legato all’ambiente motoristico, prima lavorando come apprendista nella fabbrica motociclistica Frera, in seguito come collaudatore all’Alfa Romeo. Ingegno e capacità non gli fanno certo difetto, tanto meno la passione, così già a metà anni ‘30 inizia a progettare un motore monocilindrico 4T di 250 cm³.

LA PARTICOLARITÀ DI QUESTO MOTORE sta in un innovativo sistema di distribuzione che si avvale di un distributore rotante conico, un sistema alquanto laborioso e praticamente unico nel suo genere, che rappresenta un’alternativa al classico sistema ad aste e bilancieri. In quegli anni di lavoro incessante, Ercole Colombo coinvolge nel progetto anche suo cognato, perseverando finché il suo obbiettivo viene finalmente raggiunto e il motore funzionante viene presentato alla stampa nel 1947.

NEL 1950 VIENE PRESENTATA UNA SECONDA VERSIONE, quella del nostro servizio che, testata a Monza nel 1951, si dimostrerà in grado di toccare i 140 km/h. La lubrificazione è a carter secco, il cambio separato e la frizione a secco. La ciclistica conta su un telaio monoculla con forcella Girder e sospensione posteriore con regolazione “a compasso”. Le ruote, entrambe da 21”, hanno cerchi in alluminio e mozzi con freni a tamburo a cartella laterale.

L’AVVENTURA PURTROPPO NON EBBE UN SEGUITO in quanto Ercole Colombo morì prematuramente nel 1957. Questa moto è tutto quello che rimane a testimone del suo innovativo sistema di distribuzione. Dopo anni di oblio è stata recuperata e restaurata amorevolmente e oggi è esposta nel museo Frera di Tradate, in provincia di Varese.