Il Malanca Testa Rossa arriva sul mercato nel 1969, rifacendosi al nome di una Ferrari da competizione del ’59 e, proprio come la vettura, si fregia della testa dipinta di rosso.

TRICOLORE - Oltre a dei modelli con le sovrastrutture prevalentemente arancione, per celebrare i successi del ’68 e ‘69 nella categoria Cadetti, la Malanca propone il Testa Rossa con il bauletto portaferri e il lungo serbatoio in bianco, quest’ultimo ornato dal tricolore italiano sui lati. Sarà un vero successo, ed è in questa configurazione che il modello viene ancora ricordato a decenni di distanza. 

COMPONENTISTICA NON AL TOP - Bello nell’estetica e con un buon telaio, il Testa Rossa, non brillava per componentistica (leve e freni in primis) ma in compenso disponeva di un buon motore a 4 marce prodotto dalla stessa Malanca che, addizionato di un generoso carburatore da 20 mm, lo collocava nell’Olimpo dei cinquantini sportivi più agguerriti.

MOTORE NUOVO - Nel 1970 arriva la versione a 5 marce e la colorazione rossa della testa sparisce. A colpo d’occhio il modello è molto simile alla versione precedente, differenziandosi solo per la sella che ora ha un rostro finale. Tutt’altra cosa il motore, completamente nuovo nello sviluppo e nell’estetica, non ha niente di condivisibile con il precedente 4 marce, neppure il gruppo termico. 

ALETTATURE - I carter vengono definiti “a diamante” per le loro sfaccettature, e dispongono di vistose alettature. Il cilindro in ghisa presenta una alettatura di generose dimensioni e la grande testa “a ventaglio”  dispone anche di un’alettatura inferiore che convoglia l’aria nei pressi della camera di scoppio.
Questa versione consoliderà la fama del modello e assieme all’evoluzione della serie a 4 marce rimarrà in produzione fino al 1978.