Provateci voi a dire a un Enfielder che l'Himalayan 400 è una moto intelligente a cui magari manca qualche cavallo e di conseguenza una frenata un po' più pronta. Ti racconteranno che loro, motociclisti da una vita, ne hanno provate tantissime di moto e che giunti a un certo punto, si sono resi conto di cosa sia davvero essenziale. Non le prestazioni o chissà quali elementi tecnologici, ma l'affidabilità e la semplicità, quella che ti permette di cavartela da solo anche su un passo di montagna. Il mondo degli amanti e dei possessori di Royal Enfield è fatto così: gente con il sorriso, appassionata a questo storico marchio che dal 1901 produce moto ininterrottamente, che ha riscoperto il piacere dello slow tourism, anzi ne ha fatto una vera e proprio manifesto.

FESTIVAL - Sabato 29 e domenica 30 giugno si è svolto a Massa, il Royal Enfield Italian Festival, organizzato dal club Royal Enfield Riders of Italy con il suppporto di Valentino Motor Company, che è il distributore italiano del brand. Da tre anni il raduno è itinerante, dopo Gubbio e Piacenza, stavolta il luogo prescelto è Marina di Massa, sul mare ma a pochissimi chilometri dalle Alpi Apuane. Un contesto che ha permesso di organizzare una bellissima visita anche presso le vicine cave di Carrara con la bellezza di 80 moto al seguito. Non solo Himalayan 400, quella che avevo in dotazione per intenderci, ma anche le nuovissime twin 650 Interceptor e Continental GT, modelli attualmente in produzione, insieme a Classic e Bullet. I numeri che oggi Royal Enfield fa in India, dove è una vera e propria istituzione, non sono paragonabili al volume di vendita europeo. La concorrenza qui è difficile: c'è Triumph, KTM, BMW, marchi inattaccabili per la "piccola" Royal, che tuttavia piano piano si sta conquistando la sua fetta di mercato. Come? Essenzialità e competitività nel prezzo. Prendete l'Himalayan 400. E' un mezzo talmente duttile da rendersi appetibile anche al grande pubblico delle dissestate città italiane. La ruota anteriore da 21', una meccanica semplice (monocilindrico) e delle sospensioni accettabili per un uso cittadino fanno sì che il motociclista costretto allo scooter tutti i giorni un pensierino potrebbe farcelo. Con l'attuale promozione il prezzo è addirittura inferiore a quello di uno scooter top di gamma della stessa cilindrata. Interceptor e Classic GT se vogliamo dirla tutta, sono anche belle e sappiamo quanto l'occhio voglia la sua parte quando si sceglie una moto. E poi si prestano alle personalizzazioni, altro aspetto molto apprezzato dagli Enfielders.

ENFIELDERS - Chi sono i possessori di Royal Enfield? Ho conosciuto Emanuele, per esempio, che veniva dal Mugello e che non scenderebbe mai dalla sua Himalayan, fatta sistemare per l'occasione dal suo grande amico Pablo Carronas, argentino che vive vicino a Jesi da 30 anni, con un passato nel motomondiale e oggi proprietario di un'officina specializzata. C'erano Andrea e Sonia, orgogliosamente Enfielders dal 2014, che girano l'Italia sulla loro Classic color argento, proponendo itinerari slow insoliti e invitando gli appassionati a seguire il loro esempio. Hanno anche scritto tre libri autoprodotti sulla loro filosofia di vita. C'era Sergio, che sabato compiva 58 anni. Ha pagato da bere a tutti e felicissimo raccontava del suo viaggio sul traghetto dalla Sicilia fino a Livorno con la sua Classic. Un altro Sergio, 66 anni da Prato, mi ha raccontato della soddisfazione nell'essere stato fermato dalla Polizia solo perché gli agenti volevano ammirare la sua Royal Enfield. C'erano Giuseppe e Rossana, poco più di 30 anni, fidanzati, arrivati da Napoli con l'Himalayan e il sacco a pelo. Dormire in tenda non è stato il massimo per via del caldo torrido, ma a sentire il loro racconto deve essere stato bello lo stesso.

TURISMO - Due giorni trascorsi in amicizia tra lungomare dal sapore Anni 60, freschi passi alpini e cave da cui ancora viene esportato marmo di altissima qualità in tutto il mondo. La Versilia è un territorio che sta affrontando la crisi puntando sui suoi cavalli di battaglia: bellezza della natura, efficienza delle strutture organizzative, qualità della vita. Rispetto al passato il turismo è molto cambiato, non arriva più la buona borghesia toscana e milanese (almeno non solo), ma facoltosi russi che spesso prenotano tutto il locale a suon di migliaia di euro per non essere disturbati. Una ricchezza che tuttavia lascia ancora spazio a una dimensione più umana, presente nelle piccole realtà a conduzione familiare sparse per il territorio. Il saluto finale ce lo siamo dati a Colonnata, in un agriturismo dove viene prodotto il famoso lardo, luogo ideale per i brindisi e le foto di rito, quelle in cui di solito ci si dà appuntamento al prossimo anno, magari con amico in più in sella a una Royal Enfield.