La guida nel traffico urbano è, statistiche alla mano, la condizione più pericolosa per gli utenti di veicoli a due ruote, le insidie sono molteplici se poi si aggiunge la distrazione e il mancato uso degli specchi retrovisori i rischi di incidente aumentano ancora. Una delle situazioni che presenta elementi di rischio sotto stimati è il cambio di corsia, spesso praticato da motociclisti e scooteristi con troppa leggerezza, trascurando di accertarsi del sopraggiungere alle spalle di un veicolo più veloce, magari celato alla vista nel cosiddetto angolo morto, in quella zona che non viene riflessa dagli specchietti retrovisori.

È un tema molto sentito anche sulle auto, e tanti sono i veicoli che ormai dispongono di sistemi di sorveglianza elettronica di ciò che si muove alle spalle del pilota, sulle due ruote invece si è rimasti ancora indietro. Gli specchietti, sia come posizione che come forma, spesso e volentieri sono prima asserviti al design che alla praticità, col risultato che la visione garantita è appena sufficiente per passare i requisiti di omologazione, ben poca cosa rispetto a quanto sarebbe invece necessario.

Insomma il pilota per farsi una idea di cosa ha alle spalle o si muove in avanti col busto per avvicinarsi allo specchio in modo da vedere ai lati delle sue spalle oppure deve voltarsi all’indietro… perdendo di vista cosa succede davanti! In alcuni paesi sono adottati specchi retrovisori con superficie convessa che garantiscono un angolo visuale decisamente più ampio, ma per forza di cose rimpicciolito e deformato, per questo deve essere riportata la scritta “objects in the mirror are closer than they appear”, un monito che deve essere tenuto ben in mente: quello che si vede riflesso è ben più vicino di quanto appaia. 

Proprio per ovviare a questi limiti sta avvenendo un travaso di tecnologia dalle auto, BMW è la prima Casa a proporre come optional sul suo scooter C650 GT il sistema “Side View Assist” che avverte il guidatore della presenza di altri veicoli che si trovano nel cosiddetto angolo morto. Ci sono sensori a ultrasuoni che nel campo di velocità da 25 a 80 km/h nel caso determino la presenza di un veicolo a destra o a sinistra, a una distanza di cinque metri o meno e che avanza a una differenza di velocità massima di 10 km/h, attivano un led a forma di triangolo arancione sul rispettivo specchio retrovisore. 

Anche Honda sta investendo su una tecnologia simile anche se non necessariamente basata sugli ultrasuoni (si parla di laser e fotocamere), al momento risultano solo richieste di brevetto in produzione non c’è ancora niente, ma se si muove anche una “big” possiamo sperare di vedere questi semplici e relativamente economici dispositivi di sicurezza presto adottati anche su veicoli di grande diffusione, proprio quegli scooter che sono protagonisti della mobilità urbana e quindi maggiormente soggetti a queste condizioni di marcia.