Dopo il debutto della Suzuki GSX-R 1000 R, la guerra è ufficialmente ricominciata. Per un lungo periodo i giapponesi hanno lasciato agli europei la leadership prestazionale nel mercato delle supersportive di grossa cilindrata. Negli ultimi anni, Aprilia, BMW e Ducati hanno spostato molto in alto l’asticella delle performance e dei prezzi, mentre Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha hanno scelto una politica più conservativa, portando avanti lo sviluppo di prodotti caratterizzati da un buon rapporto qualità/prezzo e adatti anche all’uso su strada. Un discorso a parte merita la MV Agusta, l’unica europea che, essendo rimasta legata a uno schema tecnico di alcuni anni fa e non avendo le possibilità economiche per sviluppare un nuovo progetto, è rimasta a metà strada tra il mondo occidentale e quello orientale. 

IL RITORNO DEI SAMURAI - Una alla volta, però, le Case giapponesi hanno drasticamente evoluto le loro supersportive, utilizzando la tecnica della doppia o addirittura della tripla versione, come nel caso della Honda CBR1000RR Fireblade (standard, SP e SP2). Yamaha ha commercializzato la YZF-R1 e la più sofisticata YZF-R1M e la Suzuki, per la prima volta nella sua storia, produrrà sia la GSX-R 1000, sia la GSX-R 1000 R. L’unica eccezione a questa regola è la Kawasaki, la quale ha puntato su un modello che, sia a livello tecnico, sia a livello di prezzo, si pone a metà strada tra una versione standard e una premium.

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GIAPPONESI PREMIUM - La scelta dei costruttori giapponesi è simile a quella degli europei come Aprilia e Ducati, e fondamentalmente anche BMW, che commercializza solo una versione della S 1000 RR, la quale però può essere arricchita con una lunga e costosa lista di optional… Per anni i giapponesi non hanno voluto inserirsi nel segmento di prezzo premium delle supersportive perché molti manager temevano di scontentare la vecchia clientela, senza riuscire ad attirare l’attenzione degli appassionati delle race replica europee. Per questo anche Honda, Suzuki e Yamaha hanno commercializzato più versioni delle loro supersportive, lasciando il prezzo del modello base in linea con quello delle precedenti edizioni.

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LOTTA AD ARMI PARI - La sostanza è che, finalmente, le Superbike sono tornate tutte sulla stessa barca e da quest’anno sarà realmente possibile effettuare prove comparative con le moto che lotteranno ad armi pari. A lungo non è stato così e, addirittura, ci sono state stagioni in cui le giapponesi e le europee sono state analizzate in tempi e contesti diversi, perché il vantaggio prestazionale delle supersportive del nostro Continente era imbarazzante. 

LO SPETTACOLO STA PER COMINCIARE… - Con l’arrivo della Suzuki GSX-R 1000 R il quadro è stato completato. L’ultima supersportiva ad essere presentata sul velocissimo tracciato australiano era stata proprio una Suzuki, la K7, erede della K5, una delle migliori GSX-R 1000 di sempre. Nella produzione di serie la K7 ha segnato l’inizio del declino di un brand che era stato al vertice della categoria dal 2001. Proprio da Phillip Island è ripartita l’offensiva Suzuki. Nel 2017 ci sarà da divertirsi, perché nella classe delle supersportive di serie la battaglia non è mai stata così entusiasmante e incerta...