A Motegi, in occasione del GP Giappone, è stato ufficializzato che in MotoGP, dal 2018, l’airbag diventerà un dispositivo di sicurezza obbligatorio. Una scelta giusta (fatta per salvaguardare la salute dei piloti), che dovrebbe essere presa come esempio anche da coloro che si occupano di sicurezza stradale. La tecnologia dell’airbag elettronico è stata sviluppata solo da due aziende (Dainese e Alpinestars), pertanto ora le altre Case di abbigliamento o dovranno sviluppare sistemi analoghi, oppure dovranno utilizzare i sistemi già collaudati e disponibili.

DAINESE - Dainese aveva già preso in considerazione l’ipotesi di fornire la propria tecnologia airbag e l’aveva spiegato a fine maggio 2015 in occasione della presentazione ufficiale (svoltasi al Mugello) del D-air Armor, l’airbag “open platform” basato sulla tecnologia D-air. Il D-air Armor, in pratica, è un sottotuta con integrato il dispositivo airbag D-air. Il paraschiena del sottotuta alloggia l’intero sistema protettivo: l’elettronica, il generatore di gas, i cablaggi, la batteria e il GPS.

I PARTNER DI DAINESE - Nel 2015, l’italiana Vircos, con Michele Pirro e Mattia Pasini, e la francese Furygan, con Mike Di Meglio, Johann Zarco e Sam Lowes, avevano spostato questo progetto. Il D-air Armor ha avuto la prima attivazione ufficiale in pista proprio con Sam Lowes, al GP di Barcellona, nel 2015. Subito dopo anche Johann Zarco è caduto, a Silverstone ed anche in quel caso il D-air Armor si è attivato. Oggi l’accordo relativo alla fornitura del D-air Armor è presente con Vircos, Rev’it!, Arcuoso, Macna e PSI. Lo scorso Aprile, ad Aragon, anche Ondra Jezek (che utilizza materiale PSI) ha utilizzato il D-air Armor sotto la sua tuta PSI.

I DATI STATISTICI - I dati forniti da Dainese parlano chiaro e spiegano che, grazie all’airbag, il numero delle lesioni riportate dai piloti sono diminuite. Analizzando le sette stagioni che vanno dal 2010 a luglio 2016, Dainese ha registrato 684 cadute e 451 attivazioni. Solo in due casi i piloti hanno riportato la frattura della clavicola. L’ultimo esempio risale alla stagione 2016, al GP Aragon, e riguarda Rossi. Secondo il crash report, se Valentino fosse caduto senza airbag, la frattura della clavicola sarebbe stata probabile.

ALPINESTARS - La tecnologia airbag di Alpinestars (Tech-Air) è arrivata in MotoGP nel 2009 e oggi? offre protezione toracica completa senza tecnologie di controllo esterne come il GPS (questa è la principale differenza col D-air) ed è abbinata a un sistema a doppia carica, che consente al pilota di avere una seconda attivazione in caso di caduta.

TUTTO IN UN GILET - Tech-Air è ?completamente inserito in un gilet che integra un airbag in grado di proteggere le spalle, la parte alta delle braccia, il petto, il costato e tutta la schiena. È anche dotato di paraschiena certificato all’interno del quale si trovano la centralina elettronica e il meccanismo di innesco.

I PARTNER DI ALPINESTARS - Alpinestars ha già ufficializzato due accordi con RS Taichi e HYOD, che stanno utilizzando il Tech-Air. Alpinestars, insieme al gilet, fornisce anche il know how riguardante la tuta, che ovvimente si deve espandere in maniera omogenea, insieme all'Airbag. Attualmente il Tech-Air di Alpinestars ha avuto oltre 600 attivazioni.

DALLE CORSE ALLA STRADA? - Insomma, le corse stanno dando un grosso insegnamento alla produzione di serie, dove l’obbligatorietà dell’airbag sarebbe senza dubbio utile a ridurre i rischi in caso di incidenti. Ovviamente, oggi rendere obbligatorio un dispositivo costoso come l’airbag è impossibile, però lavorare per abbattere i costi (e soprattutto farlo con l’aiuto delle istituzioni...), sarebbe auspicabile. D’altronde, in passato (non remoto), anche il casco non era obbligatorio ed oggi è diventato un elemento di cui nessun motociclista potrebbe e vorrebbe più fare a meno...