Gli airbag da moto stanno diventando una realtà concreta grazie alla tecnologia che dalla motoGP si travasa sulla strada di tutti i giorni. La nuova frontiera è quella dei corpetti da indossare sotto all’abbigliamento tecnico (tuta da pista o giacca da strada), che privi di connessioni fisiche alla moto basano il loro intervento esclusivamente su sensori che montano direttamente. Attualmente tre sono le case in grado di commercializzare tale tecnologia e tra queste c’è Alpinestars, fornitrice ufficiale dei piloti delle tre classi motoGP.

LO SVILUPPO
2001 - Inizia la lunga storia del progetto Tech-air con lo studio del sistema attivo e quello di acquisizione dati.
2004 - parte l’analisi dei dati telemetrici acquisiti dall’elettronica inserita nella gobba dorsale di alcuni piloti.
2009: un sistema funzionante e con protezione limitata alle spalle viene portato in gara da alcuni piloti motoGP e WSBK, tra i quali Jorge Lorenzo. Da allora si assiste a continue evoluzioni che mirano ad aumentare le parti protette comprendendo torace e schiena, basta notare quanto sembri “grasso” un pilota rialzatosi da una caduta.
2011 - viene commercializzata la prima versione “race”
2014 - nasce la versione “street”, adatta anche ad un off-road leggero. Ad oggi il database conta su 500.000 km di acquisizione dati.

LA PARTE FISICA E QUELLA INFORMATICA - Il gilet gonfiabile va indossato sotto tute o giacche appositamente predisposte e comprende un furbo sistema di attivazione automatica alla chiusura di tuta o giacca. Al suo interno ci sono 2 accelerometri, 1 giroscopio e la CPU che li legge e comanda 2 cartucce con gas argon compresso. La batteria va ricaricata come quella di un cellulare a assicura 25 ore di utilizzo.

LA SFIDA PIU' DIFFICILE - La vera difficoltà è quella di programmare il miglior algoritmo in grado di “leggere” dai movimenti del pilota l’inizio di una caduta. Gli algoritmi per pista e strada sono molto diversi e contrariamente a ciò che si potrebbe immaginare, quello stradale è più complesso, a causa dei maggiori ostacoli possibili. Su strada a bassa velocità anche i tempi d’intervento vanno accorciati rispetto alla pista. Il riconoscimento di un impatto o caduta è tra i 30 e 60 millisecondi, dopo i quali in altri 25 millisecondi il sistema s’innesca ed è pronto all’impatto.

COSTI E BENEFICI - I prezzi non sono bassi, ma vanno sempre rapportati ai costi, tempi e conseguenze del recupero da infortunio Per il gilet “street” senza giacca servono 1.199 €, mentre con giacca si arriva a circa 2.000 €. Dopo ogni attivazione del sistema la ricarica va fatta presso un centro autorizzato al costo di 209 €.